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Bike sharing a Milano, bando di concorso deserto

Pubblicato: martedì 13 maggio 2008 da Chikatetsu

Vi ricordate che tempo fa si parlava del bike sharing a Milano, di un mucchio di posteggi sparsi in giro per la città con bici a disposizione dei milanesi. Bello vero? Peccato che il bando di concorso indetto da ATM, sia andato deserto. Pare che le condizioni non fossero tra le più vantaggiose.

Tra le società che avrebbero dovuto partecipare, e che poi si sono tirate indietro, ce ne sono alcune che già gestiscono il bike sharing in posti come Barcellona, Pamplona, Washington, Madrid e Londra. Pare che in buona sostanza chi vince il bando si debba occupare in toto della gestione, dalla a alla z, e gli spazi pubblicitari offerti in contropartita sarebbero troppo pochi. Forse sarebbe il caso di qualche investimento in più da parte del Comune.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di italianomedio

    italianomedio

    13 mag 2008 - 09:37 - #1
    1 punto
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    e ho come l’impressione che non ci sarà nemmeno un’offerta della BMW per uno stock di “bici blu” in comodato gratuito.

  • Tananga

    13 mag 2008 - 09:45 - #2
    2 punti
    Up Down

    Forse sarebbe il caso di qualche… persona normale in più in comune… altro che investimenti.

  • Profilo di Dane10

    Dane10

    13 mag 2008 - 13:22 - #3
    1 punto
    Up Down

    Ragazzi, ma davvero pensate che un comune comandato da una petroliera possa incentivare l’uso di mezzi diversi dall’auto?!…E’ come la storia dei multavelox (strutturati in maniera da far commettere infrazioni anzichè scongiurarle…) e degli eco-pass (come se pagando si ripulissero gli scarichi dei motori).
    Tocca arrangiarsi con le proprie forze: scatto fisso e via…

  • Tananga

    13 mag 2008 - 14:40 - #4
    0 punti
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    no dane10… in effetti qui non crede nessuno che la moratti cambierà qualcosa… solo che siamo (e rimaniamo) degli inguaribili ottimisti…

  • Profilo di Dane10

    Dane10

    13 mag 2008 - 17:07 - #5
    0 punti
    Up Down

    L’ottimismo bisogna crearselo. L’auto fa guadagnare in tanti (petrolieri, costruttori, benzinai, meccanici, stato, etc…) quindi rappresenta una lobby di interessi e per questo viene tutelata perchè rappresenta un grosso numero di persone. Se l’utilizzo di una bici costasse 2000€ all’anno, farebbero le ciclabili che attraversano le chiese e gli incentivi per passare dall’acciaio al Carbonio!
    Bisogna far capire che c’è un altro grosso numero di persone (votanti…) che pretende di essere tutelata. La Critical Mass è (era, adesso è un circo dopolavoristico…) un esempio, ma ce ne sono altri. Io ho l’auto chiusa in garage ormai da un mese (l’ultima volta l’ho tirata fuori per portare una vicina incinta al pronto soccorso…) e a volte mi dimentico di averla. Bici a scatto fisso e in mezzo alla carreggiata, perchè voglio riprendermi con la forza quegli spazi che vogliono negarmi: non sarà grazie a me che Adriano si pagherà la serata in Corso Como…

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