Milano, torna la strategia della tensione?

Dopo gli scontri del marzo 2006 in Corso Buenos Aires a Milano

Negli ultimi anni a Milano si stanno verificando tante, troppe, aggressioni di carattere politico. Tutto è iniziato tre anni fa con l’assassinio di Davide Cesare detto Dax, un anno più tardi i navigli sono stati teatro di un agguato di naziskin ai danni di alcuni ragazzi del C.S. Cox18, e ancora pochi giorni dopo qualcuno ha appiccato un incendio al C.S. Cantiere. Il marzo scorso il Comune di Milano ha autorizzato una manifestazione della Fiamma Tricolore. Sono scesi in strada militanti di destra, scortati dalle forze dell'ordine, con croci celtiche e simboli che richiamano il fascismo. Dall’altra parte a fronteggiare i neofascisti con una contro manifestazione, anche se a dire il vero le due fazioni non si sono mai sfiorate, un folto gruppo di giovani dell’estrema sinistra milanese e non solo. Il risultato lo conosciamo tutti: macchine bruciate, arresti, fermi e scontri. L’odio politico si sta però allargando a macchia d’olio e non si limita più a scontri tra ventenni, va oltre.

Venerdì sera, poco dopo le 9, è stato trovato attaccato alla saracinesca della sede dei DS di Corso Garibaldi un piccolo ordigno esplosivo senza rivendicazioni di alcun tipo.

Il livello dello scontro si sta alzando? La città sta ripiombando nel clima plumbeo degli anni ’70? C’è una strategia che unisce gli atti di aggressione politica degli ultimi anni o sono episodi slegati? Non lo sappiamo, in ogni caso l’atmosfera non è delle migliori...

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: