Un viagra per il grattacielo storto

citylife

Come sarà la Milano dell'Expo 2015 ce lo chiediamo tutti. Così come ci chiediamo il perchè Renzo Piano vada a costruire in Giappone mentre i giapponesi costruiscono in Italia. Con buona pace di Gae Aulenti, Gregotti e Fuksas, questa volta l'architetto si chiama Daniel Libeskind ed è un americano nato in Polonia.

Grande scalpore ha fatto la sua torre ricurva che non è piaciuta a molti, ma soprattutto al premier Berlusconi. Di questi giorni la notizia che il grattecielo verrà raddrizzato un po'.

Ne ha parlato anche Umberto Eco, che con la sottile ironia che lo contraddistingue ha dichiarato sul Corriere:

Milano è piena di gente che ha il membro storto: ce ne sarà uno in più e prenderà il viagra.


Umberto Eco spesso ci azzecca. Come non dargli ragione anche su una delle tante espressioni uscite sulla sua "Bustina di Minerva"?


"Una volta un tale che doveva fare una ricerca andava in biblioteca, trovava dieci titoli sull'argomento e li leggeva; oggi schiaccia un bottone del suo computer, riceve una bibliografia di diecimila titoli, e rinuncia."

Dare quindi ragione o torto ad Eco ed alla sua teoria "fallica"? E' vero che spesso in architettura chi è avanti è colui che rompe gli schemi, che oltrepassa il modo di pensare comune e porta l'opera ai massimi livelli. Spesso il giudizio non può essere immediato e solo il tempo ne decide il successo o il definitivo declino. Dal canto loro gli architetti del '900 hanno saputo regalarci opere meravigliose e nel contempo schifezze colossali. Un intervento così marcato come un grattacielo a Milano è forse un azzardo. Il risultato sarà positivo o negativo? Voi cosa ne pensate?

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