Nomadi: case ai virtuosi e smantellamento dei campi

Rom, rom, sempre rom. L'emergenza dei campi nomadi monopolizza le pagine dei giornali e il problema non è certo di facile soluzione. Litigano Filippo Penati e il prefetto, futuro commissario straordinario per l'emergenza rom, Gian Valerio Lombardi. Penati contrario allo spostamento dei nomadi in provincia proposto dal prefetto. Moratti invece d'accordo con il Prefetto, sostenendo che la ridistribuzione contestata era già prevista nel piano sicurezza, e prevede che ciascun territorio assorba le presenze a seconda della propria capacità.

Sul fronte integrazione i City Angels propongono case per i rom che vogliono integrarsi. I volontari d’emergenza che da anni operano quotidianamente sulle strade di otto città italiane e anche nelle baraccopoli sono un gruppo multietnico di volontari, alcuni di loro anche rom. "I nomadi onesti che vi abitano vanno aiutati a integrarsi con una casa e un lavoro, come da tempo avviene in Abruzzo". Parola di Mario Furlan fondatore dei City Angels, che continua: "i rom delinquenti vanno puniti severamente e, se stranieri, espulsi".

I numeri esemplificativi, sempre secondo le stime del gruppo di volontari: circa un terzo di loro sono persone oneste e pronte ad integrarsi; un terzo vive ai margini della legalità; e un terzo è composto da balordi o delinquenti. Aiutando gli onesti si aiuta l'intera comunità. Sul punto campi nomadi la posizione cavalca il sentimento popolare: "I campi nomadi vanno progressivamente smantellati perché sono un ricettacolo di disagio, emarginazione e criminalità, un ghetto dove comandano i più violenti e che rende impossibile l’integrazione". Bisogna aiutare i primi attraverso un percorso di integrazione, che passi attraverso la scuola, la casa e il lavoro, e punire più severamente i criminali. Bastone e carota insomma.

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