
Non mi è per nulla chiara la dinamica dei fatti, però la chiusura di uno dei locali più carini di Milano fa senza dubbio notizia. Al Bitte ci sono capitato qualche volta e c’erano sempre ottime serata a prezzi abbordabili. Leggo dalla loro pagina My Space che all’alba di sabato 17 maggio il circolo è stato chiuso dai vigili, nonostante il locale risponda a tutte le norme di sicurezza.
Già altri circoli Arci, tempo addietro, lamentarono una persecuzione da parte dei vigili. Certo, bisognerebbe sentire anche che dice la controparte. In ogni caso spero riapra perchè aveva ottime proposte musicali.
Alessio Proietti
19 mag 2008 - 21:03 - #1La motivazione ufficiale qual’è?
terrylsd
19 mag 2008 - 22:51 - #2A quanto pare il fatto che un posto offra una proposta di qualità e “altra” rispetto alla maggior parte dei locali della città è condizione sufficiente per farlo chiudere…vedi Garage di Sesto S.G.
markk0
20 mag 2008 - 07:15 - #3se la chiusura è immotivata si può ricorrere e citare i vigili per danni, se hanno commesso illeciti, ma presupporre automaticamente che la chiusura sia ingiusta e immotivata, senza avere letto gli atti tra l’altro, solo perché colpisce un locale dei compagnucci de noantri è allucinante…
…anche se in stile con questo blog.
percheno
20 mag 2008 - 08:22 - #4la chiusura è preventiva, quindi non è a seguito di un’ordinanza di un giudice o della PS, come nel caso del PULP o dell’Hollywood.
Al bitte ipotizzano un reato. Essere compagniuccio non centra proprio niente markko, sembra più che altro che se un posto offre svago a prezzi ottimi senza perseguire soltanto il lucro crea imbarazzo ad altri… tipo i locali tradizionalu. magazzini, amnesia, ecc… in questo paese comandano le lobby e guarda caso quella dei locali milanesi fa riferimento a larussa / de corato. lo sanno anche i bambini
percheno
20 mag 2008 - 08:30 - #5A CHI DA FASTIDIO UN ARCI EUROPEO CON PREZZI POPOLARI?
La polizia annonaria e i Vigili del Fuoco ieri notte hanno controllato e verificato le capacità tecniche del Bitte chiudendolo, alle 6.00 di questa mattina, e mettendo i sigilli.
Le motivazioni addotte sono di non rispettare le norme dei locali pubblici, ma il circolo A.r.c.i Bitte non è un locale pubblico e non è una discoteca, bensì uno spazio aperto associato nella formula del circolo ricreativo.
A sei mesi dall’apertura, i gestori del Bitte hanno provveduto alla messa a norma (acustica e di servizi) del locale; ma dall’inizio i volontari lavoratori del Bitte hanno dovuto confrontarsi con la pubblica sicurezza in termini apparsi mai chiari.
Detto questo, chi ha attraversato anche solo una volta il circolo di via Watt ha colto il grande potenziale di uno spazio simile, assolutamente all’avanguardia mantenendo prezzi popolari, un circolo che fin dal nome prende spunto dai luoghi industriali recuperati di Berlino, e dal loro modo di intendere la socialità e il divertimento.
Inoltre è uno spazio che ha portato non solo serate all’avanguardia nel campo musicale, ma anche teatro, film, incontri pubblici, attività come il bycicle sharing e il corso di Italiano per stranieri finanziati dalla Provincia di Milano.
Insomma, è lampante e palese che la ricchezza del Bitte è una ricchezza per la città, un luogo che, come pochi a Milano, mantiene una certa originalità e non omologazione (in termine di proposte culturali)
In chiusura ecco un piccolo bilancio, di questi primi sei mesi…
Per il Bitte il bilancio non può che essere soddisfacente: a parte i premi (vedi quello del magazine 2Night che ha premiato il circolo come miglior situazione del 2007), a parte le decine di serate con un occhio di riguardo alle sottoculture (e non solo), ci sono anche i numeri dalla parte del nuovo circolo Arci:
più di 12.000 tessere sottoscritte dal 14 novembre a oggi, una media quotidiani da quando è in funzione il ristorante biologico al secondo piano, una schiera di circa 30 volontari che quotidianamente lavorano sul territorio in maniera assolutamente autonoma e professionale…
Insomma il successo del Bitte è sotto gli occhi di tutti e sempre più persone identificano il locale di via Watt come punto di riferimento per serate di relax o autentico spasso, a costi di ingresso assolutamente concorrenziali, una scelta ponderata visti i costi per il divertimento, in città molto alti.
ParoleParoleParole
20 mag 2008 - 13:24 - #6da METRO NEWS MILANO
«Non agivano come un semplice circolo Arci, erano un locale pubblico e per questo abbiamo disposto il sequestro». L’Annonaria così spiega la chiusura, venerdì scorso, del circolo Arci Bitte in via Watt. Per gli agenti il circolo, aperto solo 6 mesi fa, contava già 10 mila iscritti e la maggior parte dei tesseramenti avveniva al momento, cioè durante feste e concerti. «C’è una circolare ministeriale del ‘96 che obbliga i circoli a non iscrivere i soci al momento - spiegano gli agenti - Lo scopo è evitare che i locali pubblici si fingano circoli privati per non munirsi delle licenze necessarie».
Se davvero fosse questa la motivazione,mi vengono in mente altri circoli arci che adottano lo stesso criterio.I primi che mi vengono in mente: Magnolia, Live di Trezzo..e così cene sono molti altri.La legge è uguale per tutti???
sbruzzu
20 mag 2008 - 14:36 - #7Prezzi popolari???? dove?
non diciamo falsità.
Lavoro in via Watt il Bitte aveva aperto i battenti da poco noi in post aperitivo volevamo farci un salto.
fino alle 22.30 l’ingresso era con tessera poi tessera +10 euro e senza consumazione. Arriviamo, nessuno davanti al locale, sono le 22.35 volevano farci pagare il biglietto di 10 euro oltre ai 10 euro della tessera e poi la birra sta a 5.
Ma per favore.
Io la tessera arci la vado a fare nei VERI circoli ARCI e chissà perchè li costa 5 euro.
I buttafuori simpatici?? dove?? Al bitte? ma per favore.
I buttafuori del Bitte si mettono non davanti al locale che è in fondo al cortile, ma bensì al cancello principale, più sere mi è capitato di dover litigare per poter passare per tornare in ufficio o per uscire da cancello, pensate sia casa vostra tutto il cortile.
Le mie lotte le faccio per altro, per i DIRITTI quelli scritti in maiuscolo, non per un gruppo di ragazzini che ha voglia di festeggiare tutte le sere perchè intanto non fanno nulla nella vita e paga mamma e papà e non le faccio nemmeno per un locale come tanti ce ne sono che si nasconde dietro la tessera di un’associazione culturale per non pagare tasse. prezzi popolari? mi piacerebbe vederli.
Quanto meno il Magnolia non ha l’ardire di far pagare anche l’ingresso.
Sarò reazionario ma ad oggi aspetto anche quelli del Leoncavallo, preciso che ci son cresciuto nella vecchia sede storica, ma ora cos’è se non una sorta di Alcatraz senza spese che fattura tanti eurini a sbaffo.
Mi spiace ma penso che un centro sociale o un’associazione culturale ad altro debba servire.
Nato e cresciuto nel hinterland nord di Milano son sempre stato tesserato Arci, ho fatto corsi di spagnolo e Inglese a prezzi popolari ecco quello è il senso di un’ARCI.
I locali ARCI dovrebbero essere punti d’incontro e di socializzazione, quelle che un tempo eran le CASE del POPOLO certo al passo coi tempi, ma oggi nient’altro sono se non passerelle per party cool e trendy per tanti che non vedono l’ora di farsi fotografare e finire su PIGMAG.
A Milano si sà son tutti fashion e cool.
Siam sempre la Milano da bere.
Mi spiace me ne sto a far grigliate con gli amici o nei baracci di CiniselloBeach dove una moretti da 66cl mi costa 2.60 euro e se voglio andare a un concerto lo seleziono e lo pago.
Dovrebbero essere luoghi di cultura, ma se guardo la programmazione solo djset vedo e Milano resta sempre la stessa chi suona musica propria continua a non avere un palco dove suonare, a Milano o fai cover o sei Dj altrimenti a casa.
Bella cultura.
Sia chiaro il BITTE come locale ha pieno diritto di rimanere aperto, come lo ha l’HOLLYWOOD o il GIOIA 69 e simili, mi da fastidio questo nascondersi dietro un’associazione culturale questo voler essere “diversi” e “puri” quando la logica è la stessa.
Mi infastidisce l’ipocrisia questo si.
La Cultura con la C maiuscola è tutt’altro.
occhioalletegole
20 mag 2008 - 18:07 - #8I locali del BITTE non sono assolutamente adatti alle attività che svolge che, non prendiamoci per il culo, non è nientaltro che una discoteca che non avrebbe mai potuto aprire per l’inidoneità degli spazi. L’affiliazione arci e il pretesto di diffusione della cultura(?????????) sono stato l’unico sistema per aggirare gli ostacoli burocratici. Per i corsi di italiano per stranieri bastano 30 mq, un tavolo e qualche sedia. Quanto al ristorante biologico, sarebbe interessante vedere le certificazioni dei prodotti, a meno che per biologico non si intenda il capello del cuoco ch lavora senza cappello. Al BITTE ci sono stato, se riaprirà i tornerò, ma con la consapevolezza che altro non è che un locale dove andare a ballare. Scassare i gioielli con lotte politiche e presunti attacchi alla cultura è quanto di più ridicolo si possa immaginare.
ste b
21 mag 2008 - 07:50 - #9ma per favore!!!!!!!!!!!!!!!!!1
sono circoli privati solo per pagare molto meno tasse e dover richiedere molte meno autorizzazioni… anche qui ci vogliono le ruspe!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
percheno
23 mag 2008 - 15:35 - #10COMUNICATO STAMPA BITTE
BITTE – posto sottosequestro.
Esattamente dopo 6 mesi dall’inaugurazione, il circolo ARCI BITTE di via Watt 37 a Milano, è stato messo sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Nella notte fra Venerdì 16 e Sabato 17 Maggio 2008, dopo una perizia di 3 ore eseguita dai vigili del fuoco, la polizia annonaria ha posto i sigilli piombati all’ingresso e inoltrato la notifica al Giudice per le Indagini Preliminari. Che, come da prassi, ha confermato il provvedimento.
Attualmente i nostri legali, coadiuvati dall’Ufficio legale dell’ARCI, stanno presentando il ricorso, e intorno ai primi di Giugno ne sapremo gli esiti. Rispetto alla situazione in cui ci troviamo, le carenze della struttura relative al sistema antincendio e alle vie di fuga, sono piccoli dettagli facilmente risolvibili. Il vero nocciolo della questione riguarda l’equiparazione del BITTE a un qualsiasi esercizio pubblico, fatta – arbitrariamente – dalla polizia annonaria.
La loro tesi sostiene che il circolo culturale è un puro pretesto per fare un locale notturno, senza disporre delle licenze necessarie e usufruendo delle facilitazioni fiscali riservate alle associazioni private. Su questo punto di principio la polizia è intervenuta al BITTE già tre volte, lasciandoci tre pesanti multe e altrettante denunce. Alla quarta visita, hanno scelto il rimedio più estremo. Vorremmo spiegare alla annonaria, al GIP e a tutta la città, che il nostro progetto è qualcosa di molto, molto più grande di una discoteca. Che in soli 6 mesi, oltre al fitto calendario di serate musicali, ha realizzato un ristorante (aperto solo ai soci) con menù vegetariano, vegano e tradizionale; un corso di italiano per donne straniere e un progetto di bicycle-sharing finanziati e promossi dalla Provincia di Milano; un ufficio dotato di sistema wi-fi disponibile gratuitamente a chiunque ne richieda l’uso e dove già lavorano in maniera volontaria una decina di professionisti; ha avviato collaborazioni con il carcere Beccaria di Milano, l’associazione Handicap e il progetto Puzzle for Peace.
Altre attività già sperimentate comprendono teatro, cinema, dibattiti, mostre, mercato vintage e una presenza di rilievo durante l’ultima edizione di “Fa La Cosa Giusta”.
Il nostro progetto non cerca il profitto, ma reinveste tutto nella qualità e nella varietà dell’offerta. Coinvolgendo attivamente musicisti, artisti, designers, grafici, stampatori, djs, managers, truccatori, attori, registi, giornalisti, promoters, fonici, fotografi, ingegneri, architetti, muratori, baristi, camerieri e cuochi, abbiamo dato vita ad un’articolata rete di saperi e professionalità, che ha il BITTE come suo centro e un potenziale di espressione illimitato.
La nostra “politica” è lontana anni luce dai vecchi schemi ideologici, non ha coperture dai partiti né sponsor finanziari. È un’attività che parte dal basso, dalla cooperazione, ed è tuttuno con il territorio e la società civile.
Questo è il nostro campo di battaglia culturale. Per difendere un modello di socialità spontanea che unisce fasce di età diverse e diverse “tipologie umane”, che propone artisti giovani e arti sperimentali, che guarda in avanti, in giro per l’Europa, per l’Italia e per la nostra in città in cerca di stimoli interessanti e creativi, per condividerli con gli associati, a prezzi accessibili.
Tutto questo, a noi, una discoteca proprio non sembra e pensiamo che Milano abbia diritto a realtà come quella del BITTE.
Grazie della solidarietà.
FREE BITTE
Kavo
01 giu 2008 - 18:48 - #11Ne hanno chiuso anche qua a cusano sti bastardi!!!!
Non sarà mica un fatto di politica!?
Elisabetta Baldini
31 dic 2009 - 14:34 - #12oggi Capodanno mi sembra sia aperto …bo i co ? Vigili same same S:S:M M V
Elisabetta Baldini
04 gen 2010 - 15:38 - #13Ci si vede …con tessera Arci Scigera
Elisabetta Baldini Bitt sono io voi KAKA .Arrivo
04 gen 2010 - 15:44 - #14comportatevi …altro non dico faccio ghera un bitt de travia
Elisabetta Baldini Bitt sono io voi KAKA .Arrivo
04 gen 2010 - 15:46 - #15Meglio che putte de nada bitte …poi balena