I luoghi abbandonati di Milano: la Casa degli Artisti

Nato nei primi del Novecento per ospitare pittori, fotografi, scultori ha continuato la sua esistenza gloriosa fino al 2007, quando è stato sgomberato. Ora è un rifugio per gatti.

Ci sono luoghi abbandonati di Milano che mettono più tristezza di altri. Perché a essere abbandonato, perdonate la retorica, non è solo l'edificio, ma lo spirito che gli aveva dato vita. È il caso della Casa degli Artisti all'incrocio tra Corso Garibaldi e via Tommaso da Cazzaniga, sgomberata nel 2007 e che da allora sta rapidamente trasformandosi in rudere.

Ripercorriamo un po' di storia milanese: a realizzare lo spazio, su progetto dell' Ingegnere Luigi Ghò, furono i fratelli Ferruccio e Aristide Bogani nei primi anni del 1900. Nel 1911, la Casa - a due passi da un quartiere Brera allora popolare - era già ritrovo di bohèmien, degli scapigliati milanesi. Un edificio "ad uso esclusivo di laboratori artistici” per scultori, pittori e fotografi.

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Qui, scrive il sito dei Beni Culturali Lombardi, vi lavorarono il Tallone, il Beltrame, il Ferraguti-Visconti, l'Alciati, il Solenghi, il Corvaja e altri. Edificio importante non solo per gli artisti che lo animavano, ma anche per la sua archittetura, visto che "precorre l'architettura razionalista in quanto una delle prime costruzioni in cemento armato e ferro in Italia".

Negli anni '30 il Comune espropria il palazzo e nel 1942 l’intera zona Garibaldi-Brera viene data in concessione ad alcune società edilizie che progettano l’abbattimento del quartiere. A salvare la Casa degli Artisti, come nel caso di Casa Morigi, è la guerra, che blocca i lavori. I racconti vogliono che anche negli anni dei bombardamenti, gli artisti continuassero a lavorare nei loro atelier, e mentre tutti i palazzi lì attorno venivano abbattuti, la casa resisteva, soltanto sfiorata dai colpi.

Nei decenni successivi inizia il declino, interrotto verso la fine degli anni 70, quando la Casa torna in vita e conosce il momento più florido della sua esistenza. Il 1978 è l’anno della svolta: In aiuto all'ottantenne scultore Luigi Broggini accorre un gruppo di giovani artisti, tra cui Spagnulo, Fabro, Nagasawa, Brusati e la storica dell’arte De Sanna. Ma passano da queste parti anche personaggi come Dino Buzzati, Goodwin, Mangiarotti e il jazzista Chet Baker.

Negli anni '80 alcuni spazi al pianterreno vengono occupati dal Csoa Garibaldi: i rapporti con gli artisti non sono dei più facili ma la convivenza tiene fino allo sgombero del 2007. La Casa viene abbandonata un secolo dopo la sua nascita. Un progetto di riqualificazione prende piede e nel 2010 partono i primi lavori con 400mila euro stanziati - a fronte dei 1.800.000 reputati necessari dall’ Associazione 89/a - ma è lo stesso consiglio di zona a chiedere di non iniziare neanche un restauro fatto senza soldi e senza convinzione, in attesa che un progetto più serio prenda piede.

Stiamo ancora aspettando, nel frattempo, dove una volta c'erano gli artisti, adesso ci sono parecchi gatti.

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