
La scuola superiore non è più quella di una volta, diciamolo è messa male. Un rapporto elaborato dagli organi competenti ha messo in luce un abbandono del 28% tra le scuole superiori milanesi. Pare che gli stranieri prediligano gli istituti professionali e gli italiani i licei, ma che in entrambi i casi siano molti quelli che lasciano prima del diploma.
In particolare nei professionali si raggiungono picchi d’abbandono del 38%. In termini assoluti la popolazione liceale è comunque aumentata, oggi il 50% scegle questo indirizzo, mentre nel 2000 era solo il 30% ad andare al liceo. Se va avanti così fra trent’anni saremo tutti analfabeti!
VincentKrups
27 mag 2008 - 15:17 - #1Analfabeti? Perchè?
Esistono altrettanto valide alternative ai licei… si formassero un po’ più orientatori e magari avremmo meno studenti rinchiusi nei licei ad annoiarsi. Voglio dire che la scelta c’è ma la classe docente delle medie inferiori non è capace di proporle o per ignoranza (nel senso che ignorano l’esistenza di istituti tecnici, professionali, licei sperimentali, scuole civiche etc…) o per snobismo. Si, snobismo. Professori usciti dal classico o dallo scentificao mandano preferiiibilmente i loro studenti al liceo. Paradossalmente istituti tecnici che mandano avanti i settore tecnico - scentifico che, per intenderci non è fatto solo di laureati, e istituti professionali dal 2000 ad oggi hanno visto ridursi l’utenza. Se il governo pensasse a puntare un po’ più sulla scenza (non solo come pura teoria) e sulla professionalità probabilmente non ci sarebbero questi problemi, il giovane studente vedrebbe aprirsi davanti a se più possibilità… magari potrebbe aver più spazio per esprimere le proprie inclinazioni al meglio.
Il metro di questa situazione paradossale? I commenti degli ex-liceali iscritti a facoltà scientifiche (parlo per esperienza personale, degli altri non so) che ritengono la formazione liceale poco approfondita e troppo teorica, slegata dalle esigenze universitarie…
Che poi questa ricerca mi sembra anche deboluccia… in my very modest opinion bisognerebbecompararla al rendimento scolastico per capire in che situazione ci troviamo. Classi scarse al liceo e fannulloni all’itis. Poi ci sono le eccezioni ma finchè non si rimescola un’attimino l’utenza sarà sempre peggio.
Alex80
27 mag 2008 - 16:49 - #2In Italia mancano parrucchieri, estetiste, idraulici, elettricisti, falegnami e panettieri. Quelli che fanno gli istituti tecnici e le professionali non hanno problemi di disoccupazione (casomai di bassi stipendi). I laureati da noi studiano troppa teoria, non hanno contatti col mondo del lavoro e, se non riescono a imboscarsi in qualche posto pubblico, finiscono nei call center.
All’estero è normale che uno studente universitario, anche figlio di ricchi, faccia qualche lavoretto estivo (cameriere, tuttofare, ecc.), da noi, dove regna il mito del “dottore” e del pezzo di carta, è considerato quasi vergognoso. Ci vorrebbero poi più soggiorni all’estero “full immersion”, da noi la conoscenza delle lingue straniere (inglese in primis) è mediocre.
BeallaAle
28 mag 2008 - 00:40 - #3L’analfabetismo dilagante lo notiamo già dal commento di vincentkrups che evidentemente è ignaro del fatto che scienza si scrive con la i.
E bacchetta i licei.