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Manfredi Catella e Stefano Boeri: a Porta Nuova il bosco verticale

Pubblicato: 13 giu 2008 da Gabriele Ferraresi

Commenti dei lettori

“Federico…mi cerchi “Laurea in Architettura” su wikipedia?” Ecco, quando leggo notizie come queste io me li immagino, loro, gli architetti - che sono qua, hanno in mano la città - che partono da concetti come “tubatura per comunicare” degni di Fuffas, e poi mettono giù delle boiate del genere, come il bosco verticale a Porta Nuova.

Ci saranno opportunità anche per gli uccelli. Che potranno deporre a piacimento le uova sugli alberi delle case- bosco. E’ ancora presto (per gli uccelli), perché i due grattacieli a forma di bosco, progettati da Stefano Boeri, sono virtuali. Come del resto i futuristici uffici e case double face degli architetti Lucien Lagrange e William McDonough, presentati ieri in carne ed ossa (gli architetti) da Manfredi Catella, ad di Hines, nonché regista e anima del progetto di Porta Nuova, l’avveniristico quartiere che dovrebbe nascere nel cuore di Milano

“E’ vero Federico, no? Non abbiamo ancora la tecnologia per realizzarla!”
“Quindi il vostro progetto è…fuffa”
“Si”

Il bosco verticale dovrebbe abbattere di 2 gradi la temperatura e ridurre inquinamento e rumore. Un paradiso per chi potrà goderselo: sarà come vivere in campagna abitando in pieno centro cittadino. Ma chi potrà permetterselo un appartamento del genere? Solo i costi della gestione del verde fanno supporre cifre non proprio eco-sostenibili

Ma perchè non fare delle case popolari “normali”, o semplicemente assegnare gli alloggi sfitti di piazzale Dateo, una scandalo che grida vendetta da anni?

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Dottor D.

    Dottor D.

    13 giu 2008 - 12:26 - #1
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    Spero che l’autore di questo articolo non sia uno di quei milanesi che si lamentano sempre (e giustamente) perché a Milano c’è poco verde. Altrimenti è meglio che corra al mercato a comprare un etto e mezzo di coerenza.
    Quanto a me, devo dire che il progetto del Bosco Verticale mi piace moltissimo, e a quanto pare non sono solo. Per una volta, miracolo!, pare che anche la cittadinanza e gli ambientalisti abbiano dato la loro benedizione: http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2008/06_Giugno/13/porta_nuova.shtml
    Certo, è da vedere se il risultato finale corrisponderà ai progetti. E si tratta di un grosso “se.”

  • Profilo di Gabriele02

    Gabriele02

    13 giu 2008 - 12:38 - #2
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    Mi lamento eccome della mancanza di verde, che non credo abbia molto senso risolvere con un bosco verticale. Che mi sembra sinceramente una di quelle idee geniali e assurde da architetti sognatori, tutto qui

  • Berto85

    13 giu 2008 - 12:47 - #3
    1 punto
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    Beh fortunatamente in molti non la pensano come te e poi parlare delle case popolari in questo post centra come i cavoli a merenda.

  • Profilo di Dottor D.

    Dottor D.

    13 giu 2008 - 12:48 - #4
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    Io sono laureato in Lettere, tu in Sociologia: che ne dici se lasciamo che siano i laureati in Architettura a dire cosa è assurdo e cosa no in campo architettonico?
    Personalmente, ribadisco, sono a favore di qualunque progetto destinato a portare più alberi a Milano. Anche se si trattasse di radere al suolo il Duomo.
    (Per quel che può valere, aggiungo che viste così, nei progetti, le torri del Bosco Verticale mi sembrano anche molto belle)

  • Profilo di Gabriele02

    Gabriele02

    13 giu 2008 - 12:57 - #5
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    Ma mica si dice che siano brutte, solo che, Gesù, gli esseri umani devono per forza trovare soluzioni abitative da giardino pensile di Babilonia per avere del verde in una città? Quella onestamente mi sembra un’assurdità, anche viste le occasioni sprecate in passato, vedi bosco di Gioia, per avere un pò di verde. Nel pezzo si parla di alberi “di otto metri”, tutti in una volta. Saranno quegli alberelli rachitici da zona Bicocca. Roba del genere. Senza contare il problema principale: se ti metti a giocare a undici al settantesimo piano chi va a prendere la palla quando cade? :-)
    Ciao
    Gabriele

  • Profilo di Ero-Sennin

    Ero-Sennin

    14 giu 2008 - 11:36 - #6
    -1 punto
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    crozza è davvero geniale a volte.

    poi ci sono frasi nei commenti che non vorrei mai leggere

    “asciamo che siano i laureati in Architettura a dire cosa è assurdo e cosa no in campo architettonico?”

    .. un brivido.
    lasciamo che siano i politici a decidere cos’è meglio per il paese.
    lasciamo che siano i militari a dirci se una guerra serve o no.
    lasciamo che siano i credenti a dirci cosa è etico e cosa no.

    e no scusa! col cacchio.
    io credo di avere le categorie mentali per avere delle opinioni su tutto

    e non voglio che siano architetti pieni di concetti sterili e idee bislacche sull’urbanistica a decidere come devono essere le città.

    chiarito questo io mi sento di dire che il pensiero urbanistico architettonico è troppo concettuale, troppo furbo… non serve a un casso, le città non sono delle triennali, degli spazi espositivi. sono luoghi di vita.

    e sono moooolto in accordo con l’autore del post: a milano prima che nuove torri, prima che nuovi sviluppi verticali serve una ‘riabilitazione’ degli immobili vuoti sfitti degradati inutilizzati che si trovano all’interno delle ‘circumvallazione’ :P esterna.

    vuol dire che l’expo non ci serve? beh.. no, senzaltro porterà soldi a milano. ma a chi? dove si riverserà l’indotto dell’expo?
    grandi immobiliaristi, catene alberghiere sopra le 4**** stelle, mm … pochi altri.
    ma si sa, tanto a milano non serve una migliore distribuzione delle ricchezze

  • Profilo di Ero-Sennin

    Ero-Sennin

    14 giu 2008 - 11:38 - #7
    0 punti
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    visto che sei laurato in lettere dottor d, dedicati al genere epistolare e non ci ammorbare con la tua incapacità ad avere opinioni su qualsiasi cosa non sia composta da caratteri tipografici

    :P in amicizia

  • Profilo di Dottor D.

    Dottor D.

    14 giu 2008 - 14:34 - #8
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    Ceeerto: chiunque non sia ipercritico e/o non la pensi esattamente come te è incapace di avere opinioni. Davvero brillante, Ero-Sennin.
    (Cosa vuol dire “incapacità di avere opinioni su qualsiasi cosa non sia composta da caratteri tipografici”? Penso che neanche i crittografi del KGB sarebbero riusciti a cavare un senso da questa frase)

  • Profilo di Tyreal

    Tyreal

    16 giu 2008 - 21:45 - #9
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    Lasciare la decisione agli architetti?
    Paura.

  • Profilo di Isolana

    Isolana

    17 giu 2008 - 19:41 - #10
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    COMUNICATO STAMPA - Milano, 17 giugno 2008
    FORUM ISOLA - Forumisola@isolartcenter.org
    Coordinamento di Associazione Genitori F. Confalonieri, Comitato I Mille, Associazione Isola dell’Arte

    Nei vari articoli apparsi sulla cronaca di Milano del 13.6 riguardanti i progetti Porta Nuova - Quartiere Isola
    non è citato un particolare importante:
    il Palazzo di Lagrange, alto 22 metri, gli uffici ( 30m) firmati McDonough , le torri di Boeri di 110m e 80m ( “Bosco
    Verticale” ) sorgeranno sull’unica area verde di quartiere tra via Confalonieri e via De Castillia, oggetto di scambio tra il Comune e il privato ( con diritti edificatori oltre via De Castillia di proprietà del costruttore ).
    Pertanto cosiddetti benefici che ne trarranno gli abitanti attuali e futuri saranno:
    1. Eliminazione totale dei giardini di prossimità a favore di edificazioni, strade e verde di tipo condominiale, per lo più costituito da una soletta erbosa sopra i nuovi box-auto ( P.I.I. Isola-De Castillia )
    2. Nuovi edifici adibiti ad abitazioni ed uffici, torri alberate di lusso per un totale di circa 42.000mq pari a 120.000mc (con verde “verticale” esclusivo per chi ci abita) che soffocheranno gli edifici esistenti.
    3. Arrivo di centinaia di nuovi residenti e addetti agli uffici e pertanto anche di nuove auto e traffico.
    4. Verde dislocato verso il Garibaldi-Repubblica soprattutto a servizio “di attraversamento” dei vari insediamenti su
    Porta Nuova ( Palazzo della Regione, Città della Moda, alberghi, terziario, residenze per circa 340.000mq pari a oltre 1.000.000 di mc - P.I.I. Garibaldi-Repubblica – Ex Varesine ) ma non sufficiente al fabbisogno.
    5. Trasformazione violenta del tessuto sociale con chiusura dei piccoli negozi dovuto alla concorrenza dell’area commerciale che sorgerà al piano terra di un ulteriore edificio di 14 piani, attualmente in realizzazione tra Via de Castillia e Via Confalonieri ( P.I.R. Isola-De Castillia ).
    6. Impatto ambientale negativo dovuto alla realizzazione di una nuova strada che attraverserà il quartiere, di centinaia di parcheggi, con aumento del traffico, eccessiva densità di costruzioni ed inquinamento.
    Già ora i problemi del quartiere in relazione ai nuovi progetti sono oltremodo seri: verde vitale recintato, quindi non più fruibile, taglio di centinaia di alberi anche di notevole dimensione ( Bosco di Gioia, giardini di Via Confalonieri / De Castillia, Via Volturno ), disagi cui sono sottoposti ogni giorno gli
    abitanti per motivi diversi a causa dell’assedio dei cantieri.
    Né risulta comprensibile quali vantaggi avranno gli attuali abitanti al termine di anni e anni di cantierizzazione,
    in considerazione del fatto che si toglie il verde agli edifici esistenti per darlo a quelli di nuova costruzione che di
    conseguenza saranno più appetibili.
    A fronte di quanto descritto, ci sorprende non poco che l’Amministratore Delegato di Hines incassi gli elogi ed il
    sostegno di un Circolo di Legambiente con nomina a socio onorario.
    Si parla di “Edifici sottoposti a criteri di valutazione ambientale del LEED”, ma i 4 Piani denominati oggi come nuovo quartiere Porta Nuova, non sono stati accompagnati da uno Studio di Impatto Ambientale complessivo né da una Valutazione approfondita delle ricadute in termini di traffico e inquinamento.
    Non è un mistero che i risultati di ricerche universitarie sul Quartiere Isola abbiano evidenziato come la maggior parte degli abitanti lamenti soprattutto la carenza di verde e, a seguire, di spazi aggregativi per anziani e giovani, di asili, di una biblioteca etc. Nell’ottica di queste necessità, un gruppo di professionisti ha concepito un plani volumetrico alternativo, proposto
    dall’Associazione Chiamamilano, da forze politiche e da comitati di residenti sia dell’Isola sia delle ex-Varesine, e fatto proprio dal CdZ 9 nel dicembre 2007, chiamato “Parco Possibile”, che, a parità di volumetrie, prevede un’estensione di verde pubblico pari ad una volta e mezzo quella dei progetti approvati dal Comune. In particolare, per quanto riguarda il quartiere Isola, esso prevede, tra l’altro, la salvaguardia dei giardini tra Via De
    Castillia e Via Confalonieri, al cui interno viene ricollocato un edificio, da adibire, come da sette anni chiediamo e riproponiamo, a “Centro per l’arte e l’artigianato” e di aggregazione per i cittadini. Già nel 2003 il “Comitato I Mille” aveva concretizzato una proposta in tal senso, sottoscritta da migliaia di cittadini
    e da tutte le associazioni del quartiere, dai commercianti, dalla scuola e dalla parrocchia.

    E’ bene tener presente che sono pendenti al TAR tre ricorsi presentati da centinaia di abitanti: due avverso il
    P.I.I. Garibaldi-Repubblica ( Palazzo della Regione, Città della Moda, etc ) ed uno avverso il P.I.I. Isola-De Castillia.
    Fino a quando, dai diversi gradi di giudizio, non sarà stata detta l’ultima parola, nessuno potrà dire con certezza quali saranno gli esiti finali della contrapposizione.
    Motivo principale dei ricorsi il mancato rispetto delle norme urbanistiche per quanto riguarda gli
    standard ( verde e servizi per i cittadini ).
    Pensiamo che i processi di trasformazione della città siano inevitabili, ma non altrettanto la realizzazione di migliaia
    di metri cubi con edifici, anche se “eco-compatibili”, negando gli spazi già presenti e la riconosciuta vivibilità di un
    quartiere così “particolare”.
    FORUM ISOLA

  • alberto scarpellini

    22 mag 2009 - 15:30 - #11
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    spero che nel nuovo parco non ci siano vespasiani modello “Lampedusa”che si trovano purtoppo dal forlanini al castello. maleodoranti antigenici per nulla accoglienti.un insulto ai cittadini milanesi che fanno grande questa citta’.