Sono 42,477 gli imprenditori extracomunitari a Milano, il 10,9% del totale italiano: già, perchè nella penisola sono complessivamente 388,610 i non comunitari che hanno deciso di mettersi in proprio. Sinceramente non pensavo a dei numeri così alti, voi? E’ un pò come quelle ricerche che vengono fuori ogni tanto in cui gli Hu superano i Brambilla negli elenchi telefonici.
Ma la situazione inversa? Sempre a proposito di imprenditoria e dintorni, cercando un pò su google ho trovato questo sito, in cui vi spiegano - ed eventualmente vi danno una mano, a pagamento, s’intende - a delocalizzare la vostra azienda in Cina, oppure questa associazione, la AIIR, che raggruppa gli italiani che hanno deciso di tentare la fortuna in Romania.
Pochi numeri purtroppo: anche se volendo in questa pagina trovate tutti i fondi della Comunità Europea per ricevere qualche aiutino finanziario per aprire la vostra rubinetteria a Brasov piuttosto che la vostra fabbrica di pentole a Bucarest.
Foto|Archives.gov dateci un’occhiata, c’è roba stupenda.
macteo
30 giu 2008 - 10:53 - #1Se per imprenditori consideriamo anche i titolari di negozi e di ristoranti Cinesi, Giapponesi, Kebab, etc etc allora il numero è proporzionato.
starless
30 giu 2008 - 11:05 - #2http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3930&ctg_id=44
sex_de_ferr
30 giu 2008 - 11:37 - #3infatti macteo, aprire negozi di 15 metriquadri per telefonare oltreoceano non è proprio un esempio di “imprenditoria”.
L’unico imprenditore extracomunitario arrivato al successo (strameritato) è il bingo bongo che ha aperto la pasticceria/caffetteria Sissi in piazza Risorgimento 6… Un grande!
chissà se 02blog gli dedicherà mai un articolo…
alberto80
30 giu 2008 - 11:52 - #4nella categoria “imprenditore” rientrano tutti coloro i quali hanno partita IVA, quindi ci sono i ristoranti cinesi, i callcenter, i tassisti, i muratori, gli artigiani…
il fenomeno non è sovradimensionato, soprattutto se si pensa, che ad esempio nell’edilizia per tutti i costruttori è più comodo gestire un muratore con “partita IVA” (lo chiamo quando mi serve manodopera), piuttosto che assumere il rischio di dover pagare un dipendente e poi non avere lavoro da fargli fare.
per un extracomunitario è anche molto più comodo essere autonomi perchè offre la possibilità di assumere a loro volta delle persone, questo è utilissimo (e molto remunerativo) in quanto si riesce a sfruttare il “decreto flussi”. p.es. un muratore “autonomo” chiama dal suo paese un’altra persona per assumerla, grazie al contratto di lavoro riesce a fare entrare in italia un extracomunitario in modo legale e regolare (solitamente questo non viene fatto gratis…), dopo un po’ di anni si può chiudere l’”impresa” e tornare nel proprio paese, usando i capitali guadagnati qui e le competenze lavorative maturate.
sarebbe interessante sapere qual è la “vita media” di una impresa gestita da extracomunitari.
God_Is_My_Co-Pilot
30 giu 2008 - 19:42 - #5ma come cazz0 ti esprimi sex de ferr, te l’unica cosa che hai di ferro è l’ottusità
di solito chi ostenta priapismo è un povero impotente e non credo tu faccia eccezione. :P
“bingo bongo” .. mio dio.. cioè mi fai più ridere che rabbia. a citrullonia vai a vivere vah.. pistola
cmq i croissant di sissi sono i migliori di milano e senzaltro non è l’unico imprenditore extrac. che ha ’sfondato’
sex_de_ferr
01 lug 2008 - 00:22 - #6# 5
deiezione canina a sembianza umana, i tuoi commenti scatologici sai dove te li puoi scrivere?
La verità?
01 lug 2008 - 02:25 - #7La verità è che vogliono imprenditori extra. Hanno un sacco di vantaggi,mentre a quelli di qui hanno problemi a raffica.non è paranoia,è un dato di fatto.come trattano i figli o le figlie?mai i tribunali dei minorenni gli vanno a cercare,mentre intervengono senza apparente logica sulle famiglie che i figli li trattano bene. Quanti vengono rilasciati dopo aver ucciso ubriachi al volante? Qui se sei italiano del nord e non paghi una multa ti rompono le scatole a vita..ma dai..eppoi si ci meraviglia!
ilmargarit
01 lug 2008 - 03:27 - #8che vantaggi?