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Le bici rubate a Milano? Finiscono in Ucraina

Pubblicato: 02 lug 2008 da Gabriele Ferraresi

Commenti dei lettori

E noi che la cercavano in Fiera di Sinigaglia o al mercato dell’est a Cascina Gobba; meglio dire addio alle residue speranze di ritrovare la nostra due ruote. Oggi sul Corriere c’è un pezzo in cui si raccontano le storie di questi ladri di biciclette moderni, spesso immigrati moldavi o ucraini che per arrangiarsi portano via uno degli oggetti più semplici da rubare. E a Milano se ne rubano circa venti al giorno, denunciate, in realtà saranno un pò di più.

La gente va di fretta, magari la lascia slegata fuori dal bar, o dal negozio, e allora passano Andriy, piuttosto che Dimitry e va a finire che vai a casa a piedi. Nel frattempo la tua bici viene caricata, smontata, ed esportata in Ucraina. Questa notiziola era in realtà un pretesto per farvi rivedere un paio di video. Qui sopra quello serio, “Ladri di biciclette” di De Sica, dopo il salto quello un pò meno serio, sempre “Ladri di biciclette”, ma qualche anno dopo: degna di un bad trip la trasfigurazione di Paolo Belli.

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3 commenti

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  • Profilo di italianomedio

    italianomedio

    02 lug 2008 - 13:14 - #1
    2 punti
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    poi ci sarebbe anche la storia delle carcasse di motorini spolpati sui marciapiedi dagli avvoltoi della notte.. in cerca di pezzi di ricambio.. ma credo non siano gli ucraini.. semplicemente disperati pistolini milanesi globalizzati.

  • Fievel1982

    02 lug 2008 - 16:42 - #2
    2 punti
    Up Down

    Il brutto è che se anche la leghi, qualche pezzo tipo sellino o ruota lo perdi lo stesso, quindi… di nuovo a piedi!

  • Profilo di michelinux

    michelinux

    03 lug 2008 - 02:08 - #3
    -1 punto
    Up Down

    Forse un po’ fuori tema, ma la locuzione piuttosto che non significa o anche, ma invece di.
    È quello che l’Accademia dell Crusca chiama appiattimento.