Gialliste a Milano: Carmen Scotti, Adele Marini, Rosa Teruzzi

weegee cadavereOggi le pagine milanesi di Repubblica aprono con un pezzo di Gian Paolo Serino, vulcanico deus ex machina di SatisFiction, l'unica rivista - anche cartacea - che recensisce libri, e se poi li compri e non ti piacciono, ti ridà i soldi che hai speso. Una boutade? Non l'ho mai capito, ma Serino è uno che ne sa, e nel pezzo spiega una cosa molto vera: prima di tutto che trovare un noirista - o un giallista - al sabato mattina è più facile che trovare un idraulico.

Molto vero: visto che il boom editoriale di quella che un tempo era una nicchia, neanche troppo apprezzata, ha trovato terreno fertile nel conformismo delle maggiori case editrici, ed è diventato una moda. Ehi, ma nessuno dice che le mode siano brutte: alcune sono anche interessanti.

Ancora più interessante è che nel pezzo si parli di tre autrici, Carmen Scotti, Adele Marini e Rosa Teruzzi che per vie traverse hanno raccontato una Milano nascosta: quelle delle perversioni sessuali in "Il Vizio" di Carmen Scotti, il "Naviglio Blues" di Adele Marini, Rosa Teruzzi - che cura il rotocalco "Verissimo" - in "Nulla per caso".

Infine doverosa segnalazione per il blog della tassista Raffaella Piccinni, autrice di Taxi Driver: racconti di una scrittrice tassista", in cui racconta le sue notti più o meno così:

Milano di notte è una puttana scalza con l’alluce che sbuca dal collant bucato, al sabato si traveste, si da una ripulita, ma al lunedì torna se stessa, perché la notte a Milano arriva di lunedì, quando la gente per bene dorme, dentro le lenzuola che odorano di pulito, mentre io lavoro dentro il mio taxi, bianco come un lenzuolo sudicio, sporcato dalla notte
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