Ikea, una storia di infortuni, manie e scioperi

corsicoikeaSull'Ikea si potrebbe scrivere un libro; qualcuno ha anche ipotizzato l'esistenza dell'Ikeite, una strana malattia che affligge ricchi e poveri del pianeta, e che spinge a collezionare matite, metri e, nei casi più gravi, mobili e suppellettili. D'altronde la corazzata svedese da sfoggio di furbizia. Il senso di euforia che ti avvolge quando entri, la via che dalle cucine di traghetta fino agli utensili, percorso che non sei obbligato a fare, anzi, che puntualmente ti riprometti di non fare, approfittando delle scorciatoie, e che poi invece fai lo stesso, masochisticamente, transitando dai divani ai materassi pensando a come starebbe casa tua con quel tappeto, piuttosto che con la nuova lampada Fikrtere o come diavolo si pronuncia. Poi le mamme, tante, tutte sorridenti accompagnate dalla mamma, altrettanto contenta di vedere il sangue del suo sangue finalmente sistemata. E i mariti, quelli felici, mano nella mano con la compagna in odore di matrimonio o di convivenza, e quelli "che non gliene po' fregà di meno", che sbuffano e sperano che l'incubo abbia presto fine, quando ci si incolonna verso le casse e l'hot dog a 1 euro tenta il palato e amplifica la salivazione già messa alla prova dal bar e dal ristorante.

Una volta scelto il motivo della vostra visita, almeno quello iniziale, con il vostro carrello colmo delle offerte del giorno (l'ennesima serie di candele e la pianta acquatica del Madagascar), vi recate al magazzino self service. Una volta scoperta, cartina alla mano, l'esatta ubicazione dell'armadio "Pax" e quasi pace fatta. Salvo però scoprire che l'armadio, così bello e così economico, e anche altrettanto irraggiungibile là, sull'ultimo scaffale, il terzo. Ci vorrebbe una scala, e invece non c'è neanche l'ombra di un commesso, impegnatissimi all'Help Desk a fornire misure e disponibilità ad una folla inferocita che reclama un servizio rapido. E poi pensi: qua qualcuno si farà male. E difatti il bambino di turno, il primo luglio, si è infortunato colpito in testa da un articolo in vendita posto su uno scaffale troppo alto. Ma non è il solo ad essersi fatto male.

Due infortuni seri in meno di 5 giorni, capitati ai dipendenti a cui si è aggiunto quello del bambino cliente, hanno fatto sì che i dipendenti della RSU e della RLS dell'Ikea di Corsico, nel milanese, e della Filcams Cgil abbiano proclamato un'ora di sciopero con assemblea per oggi. Gli infortuni sono la punta dell'iceberg, causati da una serie di procedure inadeguate o inapplicate per mancanza di tempo e di personale. La nota informativa parla chiaro: "muletti che cadono dalle ribalte, porte antincendio sfondate, bancali che cadono da 8 metri, per non parlare poi dello stress prolungato causato da eccessivi carichi di lavoro. Nella conclusione della nota, i sindacati chiedono interventi: "I numeri parlano chiaro: 33 infortuni dall'inaugurazione del nuovo negozio (poco più di un anno fa) di cui 12 negli ultimi 7 mesi, 70 persone assunte in Ikea fisicamente idonee alla proprio mansione che oggi risultano non più idonee alla Movimentazione Manuale dei carichi per problemi all'apparato scheletrico".

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