Evidentemente le acque non si sono calmate nel CPT di Via Corelli. Dopo la rivolta di lunedì scorso, da sabato i detenuti sono in sciopero della fame e ieri sera si è tenuto un sit in davanti alla sede di Corelli. I prigionieri denunciano le condizioni della loro detenzione: “cibo scarso e scadente, condizioni igieniche pessime, continue intimidazioni e maltrattamenti da parte della polizia, nessuna attenzione per le cure mediche, continue espulsioni addirittura in paesi diversi da quelli di provenienza”.
Lo comunica il “Comitato antirazzista”. Contattati direttamente dai detenuti, nel pomeriggio, alcune decine di militanti antirazzisti si sono trovati davanti all’ingresso del CPT per un presidio di solidarietà e sostegno alla protesta. Secondo i manifestanti, alcuni in contatto telefonico con i detenuti, è emerso che la polizia, in tenuta antisommossa, era entrata nei corridoi delle sezioni con chiaro intento intimidatorio, e che una ragazza che protestava è stata malmenata”. Il comitato spiega che “svariati sono i casi di immigrati detenuti nonostante la non convalida del trattenimento, alcuni sono in possesso di permesso di soggiorno in altri paesi d’Europa, e, soprattutto, che molti sono i lavoratori in nero prelevati direttamente sul posto di lavoro”.
Stefano B
08 lug 2008 - 13:06 - #1ottimo…
si risparmia il costo del cibo…
quando hanno fame vedrai che mangiano…..
Acquarious
08 lug 2008 - 14:20 - #2adesso uno va in galera e vuole un trattamento da 5* lux ??? secondo me ai lavori forzati.. altro che…
Bramantino
08 lug 2008 - 16:26 - #3Qualcuno mi spiega come facevano i “militanti antirazzisti” ad essere in “contatto telefonico” con i detenuti…? :)
gregorio
08 lug 2008 - 16:42 - #4primo: chi è in un CPT non è necessariamente un ex detenuto e un CPT non dev’essere una galera.
secondo: tra un trattamento da 5* lux e un trattamento dignitoso ce ne passa.
terzo:chi è in un CPT non è al confino o in isolamento, autorità pubbliche e/o politiche sono autorizzate, in taluni casi, a visitare le persone all’interno di un CPT.
Se poi vogliamo parlare in dettaglio di quei detenuti che senza aver terminato di scontare la pena sono in un CPT per il rimpatrio al fine di terminare la pena in patria se ne può anche discutere, ma questo non comporta certo il giustificare l’esistenza di condizioni degradanti per la persona, specialmente quando il carcere dovrebbe essere riabilitativo…
markk0
08 lug 2008 - 17:41 - #5ma cinque minuti ogni tanto a occuparsi anche della gente perbene o delle vittime di questi delinquenti, no?
terzomondisti de noantri e libertari a oltranza, delle vittime cosa mi dite?
non ve ne fotte una bella m…., ovviamente.
gregorio
09 lug 2008 - 00:11 - #6ah! beh! invece tu hai riempito le pagine di questo blog ad occuparti delle vittime, vero? Poveraccio