Eluana Englaro, il Foglio e le bottiglie d'acqua sul sagrato del Duomo

eluanaenglaroPerchè Giuliano Ferrara vuole insudiciare con i suoi narcisismi il sagrato del Duomo? Perchè? Per vendere due copie in più del Foglio? Un breve riassunto della vicenda di Eluana Englaro lo trovate su polisblog. In ogni caso: nei giorni scorsi i giudici della Corte d'Appello di Milano danno l'autorizzazione a staccare la spina di Eluana, in coma dal 18 gennaio 1992 - sedici e rotti anni fa, non sedici settimane - e il direttore de Il Foglio subito si lancia in una brillante operazione mediatica. "Bottiglie d'acqua sul sagrato del Duomo" per urlare "contro la necrofilia secolarista". Ma i giudici che avevano scritto nella sentenza?

“Vista la straordinaria durata dello stato vegetativo permanente e l’altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la libertà e la sua visione della vita, è stata una decisione inevitabile”

Non pago dei tre voti presi con la lista Aborto No Grazie, Ferrara torna a metterci le mani, se non, metaforicamente, nelle mutande, in un luogo ancora più delicato, quel territorio che dovrebbe essere ragionevolmente solo nostro. Decidere quando andare all'altro mondo, se ti trovi a passare sedici anni della tua vita come un vegetale. A soffrire, non si migliora mica per forza: qualcuno lo dica a Ferrara. E quando leggo di necrofilia secolarista mi piacerebbe vedere cosa farebbe Giulianone, in quelle condizioni. Leggete qui sotto cosa si scrive su Il Foglio

Nessuno ha sete per un banale incidente filosofico divenuto religione civile universale, la religione della buona morte, la morte buona, capace secondo i modernisti di conferire dignità alla persona che la riceve nel suo letto o autonomia e libertà a chi la dà nel suo grembo. Nessuno nel mondo muore di sete per vanità e necrofilia secolarista
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