La recensione dei peggiori cessi dei locali di Milano: Prima puntata


Inutile girarci intorno: un cesso è un cesso, non un bagno o una toilette. E se anche voi vi ricordate la mitica scena di Trainspotting dove Renton va nella peggiore toilette della Scozia, così anche noi scendiamo negli abissi della nightlife milanese per documentare la "porta di servizio", il luogo dove rifugiarsi dalla confusione e dal rumore per fare la liberatoria pisciata. Un luogononluogo che assume una chiara valenza socio-culturale. Nelle scritte sui muri, trattati di sociologia spiccia che nascondono un'urgenza espressiva mai sopita. E ancora nelle code (maledette code), durante le quali la tensione si taglia con il coltello e c'è sempre qualcuno che vorrebbe dire qualcosa, e come sempre, ci riesce sempre quello con il tasso alcolemico più alto.

Conversazioni sempre interessanti che spaziano dalla caffeina ad Abbott & Costello, dai progetti eversivi di Elvis alle modalità di preparazione di un buon the all’inglese; dalle invenzioni di Nikola Tesla all’artificioso gruppo rock degli SQÜRL, fino all’uso della nicotina come surrogato dell’insetticida. Cose interessanti, senza dubbio.

Per far nostro procediamo nella documentazione dei cessi dei locali pubblici milanesi cominciando la carrellata con un "numero uno" inteso come uno dei papabili primi posti dei peggiori. Si tratta di uno storico disco-bar milanese frequentato da clientela alternative, cosmopolita e trasgressiva: L'Atomic bar di Via Felice Casati. Il cesso, piccolissimo, unico per entrambi i sessi, consta di un ingresso, il lavandino con lo specchio mai sgrassato dalla sua affissione e la fatidica turca. L'odore avvolgente di cane morto attanaglia l'avventore, che nel frattempo però può distrarsi con scritte geniali tipo "Ciclisti fissi, gay repressi" o ancora "Berlusconi qui appeso" (riferendosi alla corda dello sciacquone).

Voto: 2 (vi sfidiamo a trovarne uno da 1, che non sia in Scozia)

Il cesso dell\'Atomic


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