C'era anche la Santanché alla preghiera islamica

La pasionaria della Destra, Daniela Santanché, non poteva mancare al primo e ultimo raduno dei musulmani praticanti al velodromo Vigorelli di Milano, dove è stata celebrata la preghiera del venerdì. La ex candidata alla presidenza del Consiglio ovviamente non ha partecipato al rito, anzi ha inscenato una protesta con un presidio fuori dal Vigorelli, denunciando che a Milano "oggi è nato un califfato".

Al di là delle proteste comunque anche i fedeli erano molti meno del solito: poco più di un migliaio di persone contro i circa quattromila che ogni venerdì si riunivano in viale Jenner. Secondo il direttore del centro islamico, Abdel Hamid Shaari, molti «hanno paura di venire perché si sentono minacciati». «Alcuni di loro non hanno i documenti in regola e nei giorni scorsi si sono sentiti minacciati sia dai politici che dai residenti del quartiere».

In ogni caso non si ripeterà l'esperimento del Vigorelli. La comunità ha respinto l'offerta dell'ex Paolo Pini e intanto si parla del PalaSharp come sede provvisoria. Il problema, secondo Shaari, sta nella legge urbanistica, che vieta di modificare le destinazioni d'uso. In pratica, se anche la comunità acquistasse un edificio per adibirlo a moschea, poi la Regione potrebbe impedirglielo. E intanto si va avanti con le soluzioni provvisorie.

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