Le Luci della Centrale Elettrica: altri giovani cantautori contro Milano

Le Luci della Centrale Elettrica sono una giovane one-man band composta dal solo Vasco Brondi, ventiquattrenne ferrarese che ha suscitato grande clamore con il suo primo, autointitolato demo dell’anno scorso e poi qualche mese fa con l’album “Canzoni da Spiaggia Deturpata”. Qualcuno su Debaser li ha già definiti “una delle cose migliori capitate alla musica italiana negli ultimi tempi”.

Cosa c’entra questo con Milano? C’entra, perchè entrambi i dischi del giovane Vasco si concludono con una canzone, “Nei garage a Milano Nord”, nella quale, come altri cantautori prima di lui, si lancia in una spietata invettiva contro la seconda città d’Italia. Potete ascoltarla nel video qua sopra, uno slideshow di foto fatto da qualcuno per YouTube e non un video ufficiale, ma pieno di immagini di Milano.

Dal testo sembra abbastanza chiaro, a Brondi il capoluogo lombardo non dev’essere piaciuto: “Milano era veleno/ era un deserto al contrario/ un cielo notturno illuminato a giorno /da stelle cianotiche (..)”, “staremo ad abbaiare a questo cielo da rottamare”, “un cielo notturno illuminato a giorno/ da stelle militanti da stelle deficienti/ dalle p-38 caricate a sale/ Milano da bere Milano da pere/ amori interinali e poliziotti di quartiere/ nei bar deserti i navigli (..)”. Solo ad un certo punto sembra ammettere che, nonostante tutta questa desolazione “la curiosità ci divorava”.

L’immaginario del gruppo è tutto su questo tono, anche nelle canzoni che non parlano di Milano. Nulla di personale quindi, probabilmente. Ma la questione resta: perchè così tanti artisti sembrano trovare nella nostra città il simbolo di un profondo degrado ambientale ed umano?

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