Clandestini. De Corato: "Milano come NY"


Chissà cosa direbbe Manu Chau, lui che dichiarandosi "Clandestino" ha fatto una fortuna. Oggi si è tenuta la conferenza "Clandestini, provenienza e reati commessi a Milano da stranieri extracomunitari irregolari, distinti per nazionalità, nei primi cinque mesi del 2008". De Corato, fustigatore impenitente, parte da un dato nazionale: il capo della polizia Manganelli ha dichiarato che i clandestini sono responsabili del 30% dei reati. A Milano la percentuale raddoppierebbe al 60-70% secondo le stime di Palazzo Marino diffuse oggi. Secondo i dati dell'Ismu (Fondazione per studi e iniziative sulla multietnicità), i clandestini a Milano sarebbero 40mila. Un numero, quello di 40mila irregolari presenti sul territorio, che "nessuna città può sopportare", "il dato di Milano si sta avvicinando a quello di una grossa città come New York".

A corollario di ciò durante la conferenza sono stati presentati i numeri della Polizia Urbana dedicata ai clandestini. Nei primi cinque mesi del 2008 i vigili hanno scoperto 382 clandestini, praticamente due al giorno. Sempre da gennaio a maggio i quasi 400 irregolari si sono macchiati di altri 311 reati di diversa natura, di cui 201 penali e 110 violazioni del codice della strada o di leggi regionali. Nei cinque mesi in questione i vigili hanno denunciato 363 clandestini arrestandone 19. I primi cinque paesi di provenienza degli irregolari sono l'Egitto (121), il Marocco (60), il Senegal (47), la Cina (38) e il Bangladesh (29).

Interessanti i dati sulla "specializzazione a delinquere". In pratica i senegalesi si sono specializzati in contraffazione, idem i cinesi, il contrabbando è appannaggio degli egiziani, la ricettazione dei marocchini, gli ecuadoriani per atto falso (documenti falsi), i cittadini del Bangladesh per il commercio abusivo (di rose soprattutto) e infine i peruviani noti alle forze di polizia per guida senza patente.

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