A Milano mancano 20 mila donatori per far fronte al bisogno di 40mila unità senza ricorrere ad aiuti esterni. La Commissione Sicurezza, Decentramento e Aree cittadine e la Commissione Salute lancia un appello per coinvolgere nuovi cittadini nel processo di raccolta sangue. L’obiettivo è soprattutto diffondere la cultura della donazione alle nuove generazioni.
“Dal prossimo autunno gli studenti delle scuole superiori in visita istituzionale a Palazzo Marino saranno sensibilizzati a compiere questo gesto di responsabilità e di rispetto verso se stessi e verso gli altri nell’ambito delle tradizionali lezioni di educazione civica” ha detto il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri intervenuto all’incontro. “Abbassare l’età media dei donatori, infatti, - ha concluso Palmeri - è un investimento per il futuro, specie in una metropoli come Milano, dove i numeri di oggi letti con gli occhi di domani sono preoccupanti”, dato che il fabbisogno di sangue aumenta continuamente per sostenere la crescente qualità e specializzazione dell’attività sanitaria.
In più, cosa nota, ma che non deve essere mai dimenticata, essere un donatore significa avere il vantaggio di un controllo costante del proprio stato di salute grazie alle visite mediche e agli esami di laboratorio che sono eseguiti ad ogni prelievo. Sul sito dell’Avis le istruzioni per diventare donatore.
pipp0
21 lug 2008 - 19:20 - #1Se non ricordo male, in un trafiletto di Corriere della Sera Milano di qualche settimana fa c’era l’intervista al maggior donatore di sangue a milano che diceva che i maggiori donatori sono gli extracomunitari.
sirius b
21 lug 2008 - 20:44 - #2in percentuale, magari.
MX11
21 lug 2008 - 21:49 - #3mmh.. tempo fa, donavo sangue ogni volta che potevo (ogni tre mesi, mi pare), in quanto ero un beato nullafacente barra studente. Poi ho iniziato a lavorare (a progetto..) e il mio capo mi rideva in faccia quando gli dicevo che volevo qualche ora per donare il sangue.
Adesso, che sono finalmente assurto alle assurdamente alte e irraggiungibili vette di un contratto a tempo indeterminato che, notiziona, prevede permessi speciali per donare il sangue.. ricomincerò :)
Proust
22 lug 2008 - 00:34 - #4a me risultava che non si può negare un permesso per donare il sangue, anzi in teoria non è neppure conteggiato come “permesso” dovrebbero farti andare senza fiatare insomma.
è una cosa che ho in mente da tempo ma puntualmente mi succede qualcosa per cui non posso, ora forse sono ok, domani mi informo, grazie del promemoria.
Ecce_Homo
22 lug 2008 - 10:29 - #5Sono andato tre volte all’AVIS :
la prima mi hanno solo fatto una visita generale senza donare.
la seconda mi hanno tolto 500 ml di sangue e poi mi hanno detto che era troppo alto il tasso di colesterolo e trigliceridi quindi mi hanno scartato e il sangue lo hanno buttato.
la terza mi hanno scartato perchè prendevo il vaccino per l’allergia nonostante ci fosse il nulla osta del medico curante.
Forse c’è qualcosa che non và all’ AVIS più che la mancanza di donatori.
Nicola Ottomano
22 lug 2008 - 10:53 - #6@Ecce_homo
Il sangue che doni deve avere valori entro certi limiti.
Se doni dopo una serata in discoteca o al pub, probabilmente, avrai le transaminasi alte -> Non va bene
Se hai il colesterolo alto -> Non va bene
Se prendi medicinali che lasciano residui nel tuo sangue -> Non va bene
Capisci che chi prende il tuo sangue non è sempre il tizio in emergenza o quello da operare una tantum.
Ci sono dializzati che prendono sangue molto spesso. Avere sangue di bassa qualità significa accentuare i problemi di questi malati o magari crearne di nuovi.
E’ per questo, e solo per questo, che rifiutano tutti i tipi di sangue non conformi a certi standard.
Nicola
Fabioo
22 lug 2008 - 12:40 - #7Anche io non posso donare.
Però mi chiedo… con il bisogno che c’è non potrebbero accettare certo sangue solo per certe esigenze dove il tal valore alto non comporta rischi per il ricevente? Fare gli schizzinosi col bisogno che c’è…
…eppoi la storia del contratto a progetto è vera. Ma l’AVIS non può ricordare questa “anomalia”(per non dire peggio) ai Ministeri di salute e lavoro?
pipp0
22 lug 2008 - 13:15 - #8Infatti sempre su quel trafiletto del Corriere c’era scritto che in Italia le norme sono più ristrettive rispetto agli altri paesi per quanto riguarda la donazione di sangue. Più qualità ma anche minore quantità, però se lo fanno gli altri in sicurezza (ovviamente entro certi limiti, via gli alcolizzati e i drogati) non capisco perchè non si possa fare pure qui. Ci vorrebbe una direttiva europea per uniformare i vari membri u.e.
Ciuoto
22 lug 2008 - 15:59 - #9sono stato donatore avis tra il 91 e il 98 poi mi sono trasferito a milano…per una serie di motivi ho interrotto e a fine 2007 ho fatto gli esami per la donazione…non mi hanno più richiamato…venerdi sono andato alla Mangiagalli ed ho fatto la mia donazione.
EdoM
23 lug 2008 - 12:25 - #10Sono stato donatore di Plasma per anni quando ero a Rovigo, poi mi sono trasferito a Rovigo e non sono riuscito a capire Dove andare per ricominciare a donare.
Ora sono stato sottoposto ad un intervento in anestesia totale e quindi ci sono almeno 6 mesi di blocco.
L’estate prossima me ne vado all’estero. A sto punto donerò li, dove tra parentesi il tasso di donazioni è altissimo.
Ah.. a in Provincia di Rovigo c’e’ abbondanza di sangue, tant’e’ che si manda regolarmente in Sardegna…