
L’intesa per il Palasharp ormai è stata trovata, i musulmani di Milano potranno effettuare cinque preghiere (una ogni venerdì) al palatenda milanese. Le date utili vanno da venerdì questo fino al 22 agosto, un’incertezza sul 29 agosto, perchè sarà già iniziata la Festa dell’Unità (o del PD…) e non si sa se le due cose potranno andare insieme, nel senso che se c’è un concerto è un casino. Durante l’allestimento della festa, potranno invece pregare tranquillamente, lo ha detto il capogruppo PD in comune Pierfrancesco Majorino.
Riccardo De Corato, ha dichiarato che non saranno concesse aree pubbliche per il post Palasharp, nè provinciali nè comunali. Insomma, la comunità dovrà trovarsi uno spazio privato da affittare o comprare. Intanto al Palasharp le preghiere del venerdì vengono via con mille euro a botta, prezzo politico per coprire le spese vive del palazzetto. In ogni caso, De Corato ha dichiarato che l’eventuale moschea, o lo spazio dedicato alla preghiera. non potrà comunque essere a Milano città.
Nicola Ottomano
22 lug 2008 - 10:00 - #1“non saranno concesse aree pubbliche per il post Palasharp, nè provinciali nè comunali.” e ancora
“l’eventuale moschea, o lo spazio dedicato alla preghiera. non potrà comunque essere a Milano città.”
Chissà perchè la Chiesa cattolica ha luoghi di culto praticamente ovunque (e li fanno costruire ancora oggi, non parliamo solo del passato), sgravi fiscali, fondi statali, 8×1000 ecc…
Nicola
Alessio Proietti
22 lug 2008 - 10:03 - #2Beh, c’è da dire che le chiese sono state costruite quando di spazio ce n’era… :)
VomitusMaximus
22 lug 2008 - 21:56 - #3Che palle ottomano, l’impero di batte nel cuore
Mario INDY71
23 lug 2008 - 23:43 - #4Imporre l’allontanamento della città è una ridicolaggine di un DeCorato in continua ricerca di vessazioni contro la comunità dei musulmani milanesi
Un piccolo omuncolo che continua nella sua lunga e incessante opera di rendere Milano una città lontana dalla democrazia