Giulia Zoppas, il deserto in centro, e la paranoia della sicurezza

milano deserta di notte

Malgrado i dati - ne avevamo parlato in passato, per esempio quando il Questore di Milano Vincenzo Indolfi aveva affermato, numeri alla mano, che i reati erano in diminuzione - non lo confermino, continua la paranoia della sicurezza, amplificata, volontariamente o meno, dai maggiori quotidiani. Come se qualcuno ancora li leggesse, i quotidiani, almeno nella loro versione cartacea.

Oggi sul Corriere c'è questa paginata dedicata interamente il problema del "deserto in centro". "Fa paura", come se del vuoto si dovesse avere paura. In sintesi: luoghi come Piazza della Scala, Piazza Affari, e buona parte delle vie più prestigiose di giorno, la notte sono molto simili ad un quadro di De Chirico. Angoscia, metafisica, e il nulla di contorno. Chiaro che il nulla possa spaventare, come nel caso di Giulia Zoppas, 24enne erede di una dinastia industriale che ha centrifugato il guardaroba di mezza Italia. Vive dalle parti di Palazzo di Giustizia:

Ha paura in via Chiossetto, dietro il tribunale?
«Diciamo che non è proprio piacevole. Sto molto attenta, provo a vivere senza angoscia, cerco d'essere prudente. Se vedo qualcuno in zona che non mi piace, allora faccio un altro giro, poi rientro (...) passo le serate a Brera, al Ticinese, all'aperto, dove c'è gente, c'è vita»

Provo a vivere senza angoscia. Giulia Zoppas, oltre ad essere parte dell'associazione Milano Young - un ottimo luogo per farti nuovi amici, se sei già miliardario: ne fanno parte Barbara Berlusconi, Giovanni Tronchetti Provera, Nicolò Cardi, Natalie Dompé, Geronimo La Russa, Gilda Moratti, Paolo Ligresti, Micol Sabbadini e Francesca Versace - dopo una stage in Ralph Lauren ha aperto un atelier in via Manzoni. Ok: fortunatamente però, il Corriere ha intervistato anche qualcuno capace di vedere le cose in una maniera un pò più "pensata", ovvero Fabio Novembre, designer quarantaduenne. Non esattamente il classico malato di sindrome di Peter Pan, visto che è in attesa della seconda figlia. Eppure, sembra lui il ventiquattrenne nell'intervista. Leggete:

Locali, movida, esposti ai vigili, all'Arpa...
«La città invecchia e gl'interessi dei giovani non li tutela nessuno, non c'è più tolleranza. Mi capita di stare a parlare in cortile fino a tardi...».
E si becca le proteste dei vicini di casa.
«Urlano "zitto!, silenzio!". C'è in giro un brutto virus della paura, un tarlo dell'insicurezza...».
La Milano del designer non è pericolosa?
«Macché. E comunque, chiedo: uno non sta più tranquillo e sicuro se vede tanta gente in giro?»

Voi da che parte state? Le zone del divertimento a Milano sono davvero da ripensare? Vi trovate più dalla parte di Giulia Zoppas e di Fabio Novembre? Trovate le due interviste integrali qui e qui.

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