
La notizia è degli ultimi minuti, la riporta l’Ansa. Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, dà l’ultimo colpo di coda e si dimette. Dopo aver vinto il ricorso al Tar che ha giudicato illegittimo il suo licenziamento dalla carica di assessore, Vittorio Sgarbi decide di andarsene di sua iniziativa.
Vittorio Sgarbi ha dichiarato, in una lettera al sindaco del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, diffusa dal suo avvocato Giampaolo Cicconi:
“Da assessore alla Cultura in carica a Milano mi dimetto e resto sindaco di Salemi” questo a causa del fatto che è consapevole della ”verificata incompatibilita’ fra due cariche (sindaco e assessore ndr) nello stesso ordine di amministrazione”
Skymino
30 lug 2008 - 11:31 - #1Riesce sempre a farla franca… incredibile.
MX11
30 lug 2008 - 11:33 - #2speriamo che ci mettano qualcuno di più competente, anche se la vedo dura… immagino che la carica andrà al solito amico di amici che ha bisogno di un favore.
Gattopazzo
30 lug 2008 - 12:06 - #3E a questo punto a parer mio dovrebbe pagare un bel multone per aver inutilmente intasato un tribunale per la sua personale questione di principio.
carloprevosti
30 lug 2008 - 12:07 - #4Sgarbi è lo specchio dell’Italia, ci manca solo che ora si becchi un risarcimento milionario…
Ortablog
30 lug 2008 - 14:34 - #5Ben ha fatto il tribunale a dargli ragione. Come Assessore era ben preparato ed ha agito bene, malgrado gli mettessero spesso i bastoni fra le ruote i suoi stessi colleghi del Consiglio Comunale.
Bene ha fatto Sgarbi a dimettersi dal ruolo riassegnatogli per onorare l’impegno che aveva preso con la cittadina sicula.
Altri politici (o meglio politicanti) non si sono fatti grossi problemi a stare in Parlamento a Roma o in quello europeo e contemporaneamente (ed anche assenteisticamente) nel consiglio comunale di importanti città.
Dottor D.
30 lug 2008 - 15:43 - #6Mi dispiace per i poveri cittadini di Salemi, ma sono contento per Milano.
slim
31 lug 2008 - 10:08 - #7Meno male…… non se ne poteva più……non si è mai capito il perche la moratti si sia messa in casa un casinista per mestiere.
E che i Salemini–Salemesi– che dir si voglia,… che se lo tengano.