Eluana Englaro non potrà morire in Lombardia

Eluana non muore lombardia

Per Formigoni, Javier Lorenzo Barragan - il Ministro della Sanità della Santa Sede, leggete sul link i suoi sei punti sul testamento biologico - e per tutto l'universo ciellino seduto sulle poltrone che contano a Milano e in Lombardia è una di quelle notizie che fanno scattare esultanze degne di Tardelli ai Mondiali dell'82.

Eluana Englaro non potrà morire in Lombardia: la Regione si oppone quindi al verdetto della Corte d'Appello che aveva autorizzato il padre della donna, in coma irreversibile dal 1992, a far sospendere l'alimentazione artificiale della figlia. Secondo molti costituzionalisti, per fare un nome, Federico Sorrentino, ordinario di Diritto Costituzionale alla Sapienza, si tratta di una bestemmia giuridica: una Regione non può ostacolare una decisione di una Corte d'Appello.

Non può, ma lo fa lo stesso. Un pò come con i medici obiettori. Ora per Beppino Englaro si aprono due strade: il ricorso al Tar, ovvero una perdita di tempo, un altro anno di agonia - sua, perchè Eluana Englaro è in stato vegetativo, è un corpo che vive con delle macchine, inerte - oppure rivolgersi ad altre regioni più progressiste, come potrebbero essere Emilia Romagna o Toscana.

Un'occasione persa per rispettare le volontà di una persona in coma dai tempi di Tangentopoli, di Falcone e Borsellino, delle Colombiadi a Genova, e per dimostrare di essere una regione che oltre all'Expo, riesce a portare avanti il progresso anche su un altro fronte, quello dei diritti civili; due parole queste ultime, mi rendo conto, tremendamente demodè.

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