Milano diventa città metropolitana: un nuovo bluff?


Secondo Repubblica nella bozza di federalismo fiscale presentata in questi giorni dal ministro Calderoli ci sarebbe anche l’istituzione di sette “città metropolitane”, tra cui Milano. Pochi ricordano però che la storia dell’introduzione di questo nuovo livello di governo nel nostro paese è lunga e tormentata, tanto da raggiungere proprio quest’anno la maggiore età.

Correva infatti l’anno 1990, e uno degli ultimi governi democristiani emanò per la prima volta una legge che dava alle città principali e ai comuni limitrofi la possibilità di unirsi per formare una nuova entità. Nessun capoluogo raccolse però la sfida perché, in mancanza di una costrizione, i vari ostruzionismi ebbero la meglio un po’ ovunque. L'anno scorso il Governo Prodi ci ha riprovato ma, riproponendo esattamente la stessa impostazione di fondo, è andato incontro ad un prevedibile fallimento.

Il nuovo governo Berlusconi è tornato a parlare della proposta, nell’ambito della tanto strombazzata abolizione delle province: tuttavia, perché accada qualcosa di concreto, è necessario che la bozza Calderoli non riproponga l’impostazione “volontaristica” e fallimentare delle leggi precedenti, ma costringa i comuni a creare il governo metropolitano. In caso contrario saranno ancora una volta i veti incrociati a prevalere: molti di questi albergano anche all’interno del centro-destra milanese, che ha accusato più volte il progetto di essere “un’idea di stampo socialista” e uno stratagemma del Presidente Penati per mettere le mani sulla città. Peccato che perfino l’OCSE abbia affermato che, senza un nuovo livello di governo, la crescita e la qualità della vita della nostra metropoli sono in serio pericolo. Staremo a vedere.

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: