Dose di coca a 10 euro: è emergenza?


Un articolo di repubblica di ieri ha destato il mio interesse. Si tratta di un lungo articolo di Piero Colaprico che punta il dito sulle narcomafie che mirano ad abbassare i prezzi delle consumazioni per attirare clientela giovane. E per giovane non si intendono i trent'enni, ma i minorenni, quelli delle scuole superiori, che prima al massimo si facevano le canne. Dieci euro il prezzo di una dose di cocaina, un prezzo a portata di paghetta settimanale. Da droga diffusa nella Milanobene e tra i vip, i pusher mirano ad allargare la base del consumo anche tra i figli dei milanesi normali, quelli che in Inghilterra farebbero parte della middle class (Esiste ancora in Italia?).

Cocaina droga di massa dunque, per ventenni, trentenni e via di scorrendo. D'altronde le analisi compiute dall'istituto Mario Negri non mai state clementi: le acque che passano dal depuratore di Nosedo, tra il 2006 e il 2007 indicano che ogni giorno a Milano si consumano circa diecimila dosi di cocaina che salgono a quindicimila nel weekend. Analoghe analisi sono state fatte a Lugano e Londra. Milano è la città dove, in percentuale al numero degli abitanti, il consumo è il più alto. Come se non bastassero i prelievi dalle fogne, ci sono i ricoveri al Sert, in impennata costante, i continui sequestri, e i recenti fatti di cronaca come il giovane diciassettenne che, più volte aiutato da don Gino Rigoldi, è scappato dalla comunità e ha ammazzato, con un complice, il transessuale di via Novara.

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