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"MI piace un casino": A cinquant'anni dalla Legge Merlin, il mondo dei bordelli torna a rivivere sui Navigli

Pubblicato: 18 set 2008 da Trab

Commenti dei lettori

Qualcuno ricorda le case chiuse? Templi del vizio e della lussuria, dove dietro prestazioni a pagamento (per tutte le tasche), avvenenti (e meno avvenenti) signorine offivano le loro grazie a giovani (anche giovanissimi) e vecchi. Amarcord celebrato in numerosi film come Paprika di Brass.

Giusto quest’anno sono esattamente 50 anni dall’introduzione della fatidica Legge Merlin, quella che sanciva la chiusura definitiva delle amate-odiate (più amate) case di appuntamento, tornate di recente nel dibattito politico come metodo per contrastare lo sfruttamento (oltre che per fare aumentare gli introiti statali in maniera considerevole). Sopra un illuminante parare sulla riapertura delle case chiuse del grande opinionista Pino Scotto.

Comunque, per tornare sull’argomento, da domani 19 settembre alla fine di dicembre - con inaugurazione in anteprima oggi - oggetti e arredi delle case di piacere saranno in mostra nello show-room di Crazy Art che, da quasi un trentennio, possiede una tra le più importanti collezioni dedicate alle case chiuse. Un ambiente perfettamente ricostruito da Giancarlo Ramponi e da sua moglie Rosella - titolari di Crazy Art - decisi a far rivivere l’atmosfera che si respirava un tempo. Intanto, sondaggino: dopo il salto continua il post.

Il suggestivo percorso allestito nell’atelier milanese, è un tuffo nel passato, e si snoda tra stampe e dipinti erotici, lavabi e servizi igienici d’epoca, importanti documenti e una collezione di mutandoni, reggicalze e guepiere. Tra i pezzi forti c’è la ‘ciuladura’, una particolare poltrona per i clienti più anziani, un inginocchiatoio erotico e una lampada meccanica rossa con la riproduzione di cinque piccole ballerine: la loro danza contemporanea significava che le camere erano tutte occupate. Gli ambienti, perfettamente ricostruiti, sono composti da mobili, oggetti e suppellettili d’epoca originali provenienti, in larga parte, dalla storica collezione del bolognese Antonio Belletti, rappresentante della Goliardia che, alla chiusura delle case di tolleranza, raccolse nei vari bordelli mobili e suppellettili.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Orzowei

    Orzowei

    18 set 2008 - 11:44 - #1
    0 punti
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    Mitici quelli di Crazy Art… non li definirei però un “atelier” (che vedo meglio per uno studio d’artista o laboratorio di alta moda) ma bensì uno showroom con attività di compra vendita di materiale di arredo / antiquariato. Consiglio una visita, solo per curiosità: sembra di entrare in un pazzo museo.

  • Paro

    18 set 2008 - 11:51 - #2
    0 punti
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    Grande Pino!
    Io sono favorevole alla riapertura delle case chiuse.
    Certo, non bisogna aspettarsi che, riaperte le case, lo sfruttamento della prostituzione cessi di esistere. Bisogna tutelare le “lavoratrici” ed assicurarsi continuamente che la criminalità non metta le mani anche li.
    Comunque sia, sono realista: dubito che, in un futuro prossimo, le Case Chiuse possano venire riaperte.

  • Profilo di Dottor D.

    Dottor D.

    18 set 2008 - 12:12 - #3
    1 punto
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    Credo di averlo già scritto più di una volta: le case chiuse non sono affatto scomparse. Oggi, semplicemente, sono nascoste dietro la facciata dei centri massaggi.
    Altra cosa che scrivo spesso: la prostituzione non è una piaga, è un servizio socialmente indispensabile. Combatterla non è solo inutile, è dannoso. Sarebbe molto più furbo imparare a gestire il fenomeno.

  • Profilo di Lapo

    Lapo

    18 set 2008 - 12:26 - #4
    0 punti
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    ma tanto ormai la prostituzione sarà tutta su internet, e sono persone che ricevono a casa

  • Profilo di Nicola Ottomano

    Nicola Ottomano

    18 set 2008 - 12:46 - #5
    -1 punto
    Up Down

    Che poi mi deve spiegare la Carfagna quale è il suo concetto di “vendita del corpo”.
    Così, giusto per citarne un paio:
    -I calendari che ha fatto (non era mica pura e casta in quelle immagini)
    -La sua carriera a dir poco repentina (entra in plitica nel 2006 e nel 2008 è già ministro). Come direbbero a bari “Cap d cazz!” (tradotto: “Caspita!”)

    Nicola

  • Profilo di enjoymath

    enjoymath

    18 set 2008 - 14:29 - #6
    0 punti
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    ahah grande Nicola