In migliaia al corteo per Abba, ma qualcuno sbaglia

Milano ha risposto all'appello per ricordare Abdoul Guibre, "Abba", il ragazzo nero di 19 anni ucciso una settimana fa da due baristi (padre e figlio) per il furto di un pacco di biscotti. E proprio i biscotti sono diventati il simbolo del corteo antirazzista di oggi, che ha visto marciare migliaia di milanesi da Porta Venezia a piazza Duomo: un gruppo di ragazzi ha lasciato un pacco di biscotti proprio davanti al bar di via Zuretti da dove i Cristofoli sono usciti armati di un bastone e una spranga per "punire" il ladro.

Purtroppo una parte del corteo, quella composta da immigrati e amici di Abba, ha deviato dal percorso stabilito, proprio per raggiungere via Zuretti, e si è scontrata con il servizio d'ordine della polizia. Un gesto che - come ha ribadito con forza lo zio del ragazzo ucciso - rischia di attirare l'attenzione e oscurare la manifestazione contro il razzismo e lo sforzo di trasmettere un messaggio positivo. In ogni caso, in corteo si sono viste persone comuni, attori, intellettuali, tutti uniti dallo striscione d'apertura: "Abba vie. Stop al razzismo".

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