Lotta alla prostituzione: Milano come Roma



Qualcuno ha già notato che l'abbigliamento delle donzelle ai bordi della strada è cambiato: decisamente più casto. Complice l'arrivo del freddo, sicuramente, ma qualcuno ci vede le prime avvisaglie del decreto Maroni. Così dopo Roma, anche Milano è pronta a combattere la sua personale battaglia contro le meretrici "intralcia traffico". Il Prefetto Lombardi ha infatti chiarito che l’ordinanza è legata ad un problema di sicurezza stradale e che la sanzione massima è già stata fissata a 500 euro.

Rispetto a Roma - dove la prima multa di 200 euro è stata appioppata a Franco, Meccanico con il "vizietto" - il provvedimento sarà "più ampio, più generale". Pare infatti che verranno sanzionati anche "abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l'intenzione di adescare o esercitare l'attività di meretricio". Non è chiaro quale sia il motivo: pubblico decoro o motivo di distrazione per gli utenti della strada e causa di frequenti incidenti stradali? La parola d'ordine rimane dunque repressione, nessun intervento propositivo per cambiare lo stato delle cose a monte. I cori all'interno della maggioranza, quelli favorevoli a "zone rosse", sono stati messi a tacere: Tiziana Maiolo, silurata, sosteneva la creazione di luoghi appositi in determinate zone della città, come già aveva proposto anche Vittorio Sgarbi individuando nella Bicocca il loco ideale.

Comunque ieri Alemanno ha definito ottima l’idea del sindaco Letizia Moratti che ha deciso di usare i soldi delle multe per programmi sociali in favore delle ex-prostitute. Che sia un'abile mossa per ingraziarsi tutte quelle associazioni che si sono dichiarate contrarie al decreto sulla prostituzione? In questo documento firmato dalle associazioni che lavorano in strada ci sono tutte le loro ragioni.

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