Seconda parte dell’intervista - la prima la trovate qui - ad Andrea G. Pinketts, tra i pochi Vate credibili della metropoli. L’abbiamo incontrato al Trottoir in piazza XXIV Maggio. E da un maledettissimo genio che si permette incipit come questo
Mi svegliai con il viso sprofondato nel pelo pubico di una sconosciuta. Avevo trentacinque anni. Come dire: “Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura…”
si sa già che ci sarà da divertirsi. Buona lettura. Degno coronamento di una serata-intervista lisergica, l’incontro casuale con Geronimo La Russa in Porta Venezia, cui ho fatto una foto, ma senza chiedere alcunchè.
Andrea Pinketts e Geronimo La Russa


Facciamo finta che non sappia nulla: tu dove sei cresciuto a Milano?
Dalle parti di viale Majno, viale Piave: poi mi sono trasferito da tutt’altra parte, via Washington, piazza Bolivar. Ma ho affrontato anche realtà che non appartenevano ad un bambino “bene”, uno che aveva fatto il Gonzaga, anche se solo per sei mesi…mi trovavo meglio con i balordi del Giambellino, per i quali ero una sorta di piccolo principe da svezzare. Ragion per cui ho avuto modo - ed è molto importante per un osservatore ed uno scrittore - di poter vivere mondi diversi. Ti fa capire che la stessa città ha diversissime sfaccettature. Pensa che Simona Ventura ha preso casa in piazza Repubblica. Fai dieci metri e in Panfilo Castaldi ti trovi alla ventura, che corri il rischio di essere rapinato.
Non posso non chiederti: Expo 2015, tu, come la vedi?
La vedo malissimo, sarebbe stato meglio se l’avessero dato, ma neanche alla Turchia, io l’avrei dato all’isola di Zomboanga, che è nelle Filippine. Qui c’è il rischio di fare una figuraccia terribile, perché non siamo assolutamente attrezzati. Mi auguro un trionfo, ma ho i miei fortissimi dubbi. Sarei stato più cauto coi trionfalismi.
Il dannato decreto non arriva mai: secondo te Paolo Glisenti deve fare tutto da solo?
Credo che quattro miliardi di euro li gestirei volentieri io. Creandomi assolutamente uno staff all’altezza, proprio per evitare il rischio e la tentazione di trasferirli alle isole Cayman, una mossa rapidissima. Quando uno entra in un ruolo però si presume che non lo faccia solo per arricchirsi, che lo faccia sia per ambizione che per amore di un progetto, perché il progetto diventa egli stesso.
Ultime tre domande inutili: hai rifatto la patente?
No: la mia ultima auto è stata una Triumph Spitfire, guidavo malissimo, prendevo un sacco di multe. Il Triumph era molto lontano, e così ho accettato una dignitosa sconfitta.
E una. Fatiche letterarie?
Sto girando l’Italia per presentare “La fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna”. E’ quasi un incubo, di volta in volta mi accompagno a testimonial diversi, a Roma ero con Califano, a Genova con Baccini. Così cerchiamo di fare si che ci sia un interlocutore che venga da un ambito diverso. Io credo molto nella contaminazione, in qualcosa che dimostri quanto ci sia una sorta di circolarità nella letteratura. La letteratura vista dal cantautore…
E due. Ultimissima fondamentale domanda, Diaco ti sta ancora sulle palle?
Diaco non è che mi stia sulle palle. Io Diaco lo appenderei, non so, all’Expo proprio, proprio lo metterei come statua vivente, per farlo ballonzare per tutta la durata dell’Expo.
italianomedio
25 set 2008 - 10:04 - #1il fallimento dell’expo è facile profezia perchè a differenza degli altri milano s’è data delle aspettative ovviamente sopra alla portata, sia economica che dirigenziale.
sex_de_ferr
25 set 2008 - 10:13 - #2tutto ciò è molto interessante Gabry, aggiungerei che domani inizia il Mi_sex ed è un’ottima occasione per intervistare chessò Greta Martini, Mya Diamond o qualche altra tuttologa circa l’Expo.
Senz’altro saranno pareri altrettanto(…)
Gabriele02
25 set 2008 - 10:21 - #3Non ci crederai, ma è proprio quello che avevo intenzione di fare!
italianomedio
25 set 2008 - 10:32 - #4misex_de_ferr.. devi ammettere che a livello di esposizioni universali.. ne sanno qualcosa sicuramente più di moratti e formigoni.
Orzowei
25 set 2008 - 10:37 - #5Era sobrio durante l’intervista il Pinketts?
italianomedio
25 set 2008 - 10:40 - #6tanto la patente non gliela levano lo stesso
sex_de_ferr
25 set 2008 - 10:47 - #7infatti, se poi lo chiedi a Fanny Bravo (alias Vanessa di voyeurweb.com) che è pure esposizionista* di professione…
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*cit: Omicidio a luci rosse
Gabriele02
25 set 2008 - 10:52 - #8@Orzowei
Si direi di si!
Dottor D.
25 set 2008 - 11:19 - #9Ma, Italianomedio, quest’odio viscerale nei confronti di Milano da dove ti esce? Non sarà un po’ patologico?
italianomedio
25 set 2008 - 11:49 - #10no, ti sbagli. non è odio verso milano. anzi, credo sia proprio l’opposto. è intolleranza verso chi milano (e in generale l’italia) la sta rendendo invivibile. se leggi i miei commenti (e purtroppo ne ho scritti molti) mi è già capitato di rispondere a domande come la tua. vivo molto fuori dall’italia e il confronto con tutto, spesso davvero è grottesco. aggiungo che non sono nato a milano ma in brianza, in un paesino di 4500 abitanti, quindi mi sono trasferito a milano per studio e lavoro, e poi ci ho comperato casa. questo non prescinde dal fatto che in 15 anni di residenza l’ho sempre vista peggiorare, soprattutto nell’arroganza di chi fatica a stare col passo degli altri e va sbragando d’esser superiore. tipico comportamento che a me da fastidio.. e lo faccio notare. credo con argomentazioni oggettive, quando possibile.
credo sia più patologico il comportamento opposto, di chi si mette sempre al primo posto senza guardarsi un po intorno e senza accettar confronti.
ciò non toglie che a milano abbia anche incontrato persone (anche con cariche amministrative) che ritengo miei “maestri” per molti settori della mia vita, che possono avere in questo campo punti di vista che collimano o divergono dal mio, senza che questo influisca nel mio giudizio di stima verso di loro.
nemmeno a livello politico credo di non esser influenzato da nessuna corrente, non ho mai avuto interesse in politica e da un decennio circa disreto l’urna, a volte per impegni, ma più spesso per scelta, quindi non è nemmeno un fatto di “colore o bandiera”. questo non mi può certo impedire di osservare, comparare e commentare le persone che attualmente vivono, condividono e magari amministrano la città di mia attuale residenza. nulla di generalizzato quindi. tutto qui.
Dane10
25 set 2008 - 15:16 - #11Concordo con i fastidi di italiano medio. Montanelli diceva “non sono di Milano ma è grazie a Milano se son potuto diventare quello che sono”. Oggi purtroppo non è più così…..
Detto questo, che debba venirmi a fare la morale Pinketts è una roba che non sta nè in cielo nè in terra…
hannibal2000
03 ott 2008 - 23:59 - #12a me decisamente sta sulle palle sto individuo