L'intervista a Paolo Grugni, scrittore milanese tornato in libreria con il romanzo animalista `Aiutami`, seconda parte



L'avevamo lanciata ieri, l'intervista a Paolo Grugni, scrittore milanese e autore del recente "Aiutami". Milano sullo sfondo, nel nuovo romanzo non c’è un assassino, non uno almeno, ma molteplici carnefici: noi tutti, nei confronti degli animali, vittime inconsapevoli della civiltà. 123 pagine da leggere tutto di un fiato: incalzante e pregno di messaggi importanti, in cui la fiction narrativa si intreccia in un rapimento ad opera di 5 animalisti nei confronti di un cacciatore assessore, reo di non avere rispetto per gli animali.

Dopo il salto l'intervista

La musica è un elemento centrale della tua produzione. In questo romanzo omaggi Ennio Morricone con una lunga lettera che prende corpo in tutto il romanzo, una sorta di canzone in rima baciata. Raccontaci di questo stratagemma letterario.

Stavo cercando una formula per parlare di tutte le nefandezze che vengono commesse agli animali senza essere didascalico o saggistico. Per cui mi sono inventato (grazie alla lettura di “Herzog” di Saul Bellow, dove il protagonista scrive lettere a tutti quelli che gli vengono in mente) una specie di rap con cui Ricky, il capo degli animalisti, immagina di parlare con Morricone, il suo punto di riferimento musicale. Spero che un giorno il Maestro possa dire qualcosa a favore degli animali

E’ stato detto (per. es. da Jeremy Rifkin e Umberto Veronesi) che diventare vegetariani sarebbe un atto d'amore verso la società. Lo hai scritto sul tuo libro e sono in molti a sostenerlo da tempo. Credi che in questi tempi ci sia spazio per una maggiore consapevolezza ecologica? Credi ci sia spazio per un lento cambiamento?

C’è moltissimo spazio, quanto ne vogliamo, ma il cambiamento dovrebbe essere rapido. L’importante è capire siamo sull’orlo del baratro, la Terra è entrata in riserva e tutti parlano senza fare niente. I pesci nel mare sono quasi estinti, persino alcuni minerali lo sono, l’acqua è agli sgoccioli eppure consumiamo come se le risorse non dovessero finire mai. Poche decine d’anni e ce ne accorgeremo. E allora, ma solo i meno stupidi, capiranno quanto è stato devastante buttare via una lattina d’allumino e non riciclarla. Nello specifico, non mangiare carne permetterebbe di non sprecare immense riserve di cereali e di sfamare il resto del mondo. La verità è che attraverso gli allevamenti intensivi affamiamo il mondo e pensiamo di salvarlo con qualche pesca di beneficenza

Verso la fine del racconto, che si dipana verso una fine inesorabile, l'uomo di azione decide di essere colui che si immola ad una causa. Mi sai indicare un vero uomo d'azione dei nostri tempi, vivo?

Direi Marco Paolini con il suo teatro d’impegno civile, Daniele Luttazzi con la sua satira, Roberto Saviano con il suo impegno anticamorra

In “Aiutami” ci sono nomi e malefatte. Non risparmi nessuno. tutti siamo colpevoli della mattanze di animali che vengono uccisi per le pellicce, le pelli, la vivisezione, la sperimentazione dei cosmetici, etc, etc. Lo so che è una domanda del cazzo, ma dimmi in che modo il tuo messaggio dovrebbe arrivare al lettore e cosa speri di cambiare in lui...

Questo romanzo, paradossalmente, non è diretto a chi si occupa in modo concreto di animali, in quanto ne condivide, se non tutti i contenuti, quantomeno la finalità. Ma è diretto a chi ha una sensibilità verso gli altri esseri viventi ma non l’ha ancora sviluppata in modo concreto. Detto in modo semplice, a chi dice di amare gli animali, ma poi li mangia, li indossa, li condanna a morte senza saperlo, per esempio utilizzando prodotti testati su di loro. “Aiutami” punta a far fare quel salto verso una presa di coscienza salvifica per agli animali, per cui per tutta l’umanità

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