Arriva il rapporto della Caritas: affitti killer


Alla presentazione del rapporto sulle povertà, stamattina, la Caritas Ambrosiana non ha usato mezzi termini: a Milano la questione abitativa è una vera e propria emergenza. Il settimo rapporto nella diocesi di Milano (qui potete scaricare la sintesi) parla chiaro: sulle 15.901 persone del campione diocesano sono 2.336 quelle su cui è stata individuata una situazione di disagio abitativo.

Il tema principale del rapporto di quest'anno è stata, appunto, l'analisi del disagio abitativo e delle sue cause. Secondo quanto riferito alla presentazione dello studio, analizzando il panorama immobiliare odierno risulta insufficiente l'offerta abitativa rivolta alle fasce più deboli soprattutto a causa dell'aumento del canone degli affitti, a Milano in misura superiore al resto d'Italia.

Don Roberto Davanzo, direttore della Caritas, traccia una problematica che non lascia spazio a dubbi...

La ricerca di un lavoro appare ancora il bisogno più urgente. Tuttavia, a partire dal binomio casa – reddito (già presente nel rapporto diocesano dello scorso anno) abbiamo cercato di cogliere alcune dinamiche proprie del disagio abitativo. Il problema dei mutui a rata variabile, dei canoni di affitto del mercato privato, la mancanza di investimenti pubblici nell’edilizia residenziale, l’aumento dei costi per le utenze domestiche – connessi all’aumento delle materia prime – sono fattori che interessano una fascia di popolazione sempre più ampia: famiglie con un solo percettore di reddito, famiglie con figli o anziani a carico, persone separate, giovani coppie, immigrati che hanno attuato il ricongiungimento familiare. Di fronte a questa realtà non ci sentiamo di dire che la casa è un problema che riguarda pochi: anzi, esso attraversa in modo trasversale la nostra società ed è un problema complesso che spesso gli operatori dei centri di ascolto non sono in grado di affrontare con i mezzi di cui dispongono, nonostante il prezioso lavoro di rete da loro impostato con gli enti, pubblici e privati, del territorio.

Insomma il rapporto, se ancora ce n'era bisogno, evidenzia una situazione grave cui l'amministrazione comunale dovrebbe farsi carico al più presto.

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