Sonic Youth all'Alcatraz: la recensione tricefala

Ieri all'Alcatraz, per il concerto dei Sonic Youth, eravamo in tre: io, Trab e Giulio. Quale migliore idea quindi, che non proporvi una recensione assolutamente illeggibile e casuale, tricefala, del gruppo di Thurston Moore e Kim Gordon? Dopo il salto trovate tutto, mentre qui sopra c'è un video. L'ho fatto per una canzone sola, con le altre non c'era molta differenza.

I Sonic Youth sembrano intrappolati nel passato per la prima parte del concerto: la canzone più recente è “Bull in the Heather” del 1994, altrimenti grandi ripescaggi dal mitico “Daydream Nation” che compie quest’anno vent’anni esatti (ma non li dimostra). Verso la fine, qualche estratto dall’ultimo “Rather Ripped” e dall’imminente “The Eternal”, prima del gran finale con “Expressway to your skull” e 10 minuti di puro noise che sembrano voler spazzare tutti via. Sintesi delle magliette viste al concerto dei Sonic Youth: Pink Floyd, Led Zeppelin, Ozric Tentacles, Iron Maiden, Nirvana, Mudhoney, Melvins, AC/DC.

Perchè una maglietta val di più di mille parole, è un marchio, un tatuaggio, l'appartenenza ad una setta. Tutti questi nome frullati insieme fanno 20 anni di rock, da quello più tamarro al più lisergico. La band "tra le piu' influenti ed imitate degli ultimi 20 anni" pare dunque abbracciare le fedi più disparate: da quella più punk a quella più barocca. Perchè un concerto dei Sonic è un momento di celebrazione, un rito sabbatico, qualcosa che abbraccia un'unica fede: il rock.

La trinità si incarna in una chitarra, un basso e una batteria (moltiplicate se necessario). Il rock è vita, lunga vita al rock. I primi tre quarti d'ora di noise sono lancinanti, il gruppo spalla è deprimente. Arrivano i Sonic Youth, odio tutto, vorrei essere a casa, a lavorare, a scrivere. L'Alcatraz per i concerti fa schifo, non vedi niente. In compenso incontro chiunque, e siamo tutti vestiti uguali.

Maglioni grigi, magliette anonime, gazelle logore ai piedi. Ci sono quegli hipster di cui tanto si parla su Repubblica, ma tanto quando i massmedia si occupano di un fenomeno, è già bello morto e sepolto. Sono lì con un'amica che insegna alla Naba. Thurston Moore ha la solita Fender Jaguar che gli invidio tantissimo, solo per le forme. Vado a casa a mezzanotte. Del concerto non ho ricordi.

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