
Quante volte abbiamo pensato di andare dall’analista? Io personalmente molte, e frequentando i milanesi so per certo che lo psicologo sta perdendo l’aurea di tabù che aveva una volta. Certo siamo lontani dagli States dove nei quartieri ricchi c’è almeno uno psicologo ogni due famiglie. E comunque che Milano non sia una città facile dove vivere lo sappiamo tutti. A riba-dirlo l’assessore comunale alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna, all’apertura di un convegno organizzato ieri a Palazzo Marino in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. L’83% delle persone con problemi, però, non e’ seguito dai Servizi psichiatrici territoriali e quasi il 60% dei soggetti è curato solo con l’ausilio di farmaci. A confermare il dato la crescita del consumo di psicofarmaci: più 12% nel 2008 rispetto allo scorso anno. Un’epidemia.
Per far fronte a questo complesso problema tra una decina di giorni prenderà il via il progetto sperimentale dello psicologo di quartiere, una figura simile a quella del medico di famiglia che il presidente dell’ordine psicologi della Lombardia, Enrico Molinari, ha suggerito di creare tempo fa (qui una sua intervista sull’argomento).
Il progetto coinvolgerà, almeno in un primo momento, le farmacie comunali del quartiere Molise Calvairate e San Siro (per informazioni tel. 020202). Gli psicologi, grazie all’accordo tra l’assessorato alla Salute e l’Ordine dei farmacisti, saranno di stanza in una farmacia del quartiere dove saranno a disposizione dei milanesi. Ascoltati i bisogni, da questioni di ordine sociale, igienico-sanitario e psichiatrico, i terapeuti vedranno se indirizzare la persona ai servizi territoriali o portare avanti il dialogo direttamente.
La fase sperimentale del progetto durerà cinque mesi . Un equipe di 4 psicologi coprirà quattro fasce di quattro ore ciascuna i giorni feriali, sabato compreso. Se la sperimentazione dimostrerà (e lo dimostrerà, c’è da scommetterci) che i milanesi effettivamente hanno bisogno di un supporto psicologico, il servizio verrà esteso a tutte le farmacie comunali della città.
Progetti Difficili [ghostNASA]
11 ott 2008 - 22:22 - #1se è vero che i titoli “atipici”, “deirivati”, “tossici” che sono all’origine della crisi attuale sono DODICI volte (come valore virtuale, naturalmente) l’intero PIL annuale DEL MONDO, di soldi (non per “uscire” ma “solo” non sprofondare del tutto) ce ne vorranno davvero tanti… per evitare una drammatica recessione occorrerebbero invece delle idee nuove e coraggiose, ma, politici ed economisti, le hanno?
no, non rispondetemi, potreste mandare in tilt il filtro dell’editor che rileva le parolacce… :)
Progetti Difficili [ghostNASA]
11 ott 2008 - 22:25 - #2“DERIVATI” non “deirivati” (quando aggiungerete la funzione di editing dei commenti?)
Dottor D.
12 ott 2008 - 16:20 - #3Nel post si parla di psicologi e di analisti come se i due termini fossero interscambiabili. Ma sono due cose diverse, o sbaglio?
Comunque io non me ne intendo, però, in effetti, tra le persone che conosco ce ne sono tante che si sono rivolte all’analista, almeno una volta nella vita. Confesso che a volte la tentazione viene anche a me.
Il Branzaus
13 ott 2008 - 12:24 - #4Bisonga dare occupazioni a tutti gli studenti falliti che hanno scelto l’indirizzo psicologia per trombarsi le colleghe?