I rischi che ammontano in circa trecento milioni di euro, e ieri lo ha ammesso anche Letizia Moratti. Se n’era parlato parecchio nei mesi scorsi: quattro le banche coinvolte Depfa Bank, Deutsche Bank, JpMorgan e Ubs, sulle quali ieri in giunta si parlava di commissioni occulte tra i settanta e gli ottanta milioni di euro.
Solo? Macchè. In realtà la faccenda derivati è molto più complicata, e ci sarebbero di mezzo circa trecento milioni di minusvalenze. Visto che nessuno sa bene come spiegarli questi maledetti derivati in una maniera semplice, rubo una scheda uscita qualche tempo fa su polisblog in occasione del crack borsistico finanziario più violento dal 1929.
Ricordate? Era la settimana scorsa. Refuso a parte - nel titolo del Venerdì di Repubblica - è tutto sensato. Buona lettura.
Crack borse: il glossario della crisi

unno
17 ott 2008 - 12:35 - #1fuori gli avvocati dall’economia, sono solo parassiti
Nicola Ottomano
17 ott 2008 - 13:00 - #2Io ci lavoro in questo campo. Provo a spiegare come funzionano gli swap, una tipologia di derivati.
Semplificherò molto, quindi in realtà ci saranno delle piccole lacune ma che sono secondarie.
Ci sono moltissimi tipi di derivati (il limite è la fantasia umana) ma ce ne sono due o tre che sono i più comuni.
Credit Defaul Swap
Gli ingredienti:
-La Banca
-Il Risparmiatore (il risssssparmiatttore! come direbbe Friedman)
-Un Mutuo
-Un Fondo d’investimento
Come si svolge l’operazione:
-La banca cede 100 Euro di mutuo, diciamo al 5% di interesse. Dopo poco tempo si rende conto che le probabilità di rivedere quei soldi indietro sono basse. Oppure ha bisogno di liquidità.
-La banca “vende” quel mutuo ad un’altra banca o ad un fondo d’investimento ad esempio a 101 Euro (il premio viene corrisposto generalmente a rate, ma la sostanza non cambia).
-Guadagno per la banca: 1 Euro. Rischio per la banca: zero
-Il fondo d’investimento ha quindi ora un mutuo che gli frutterà 105 - 101 = 4 Euro. Un affarone!
-Il risparmiatore investe nel fondo d’investimento e, se tutto va bene, si troverà una parte, proporzionale all’investimento fatto, di quei 4 Euro in tasca… se tutto va bene.
Cosa succede se, ad un certo punto il debitore che ha acceso il mutuo decide di non pagare più?
Succede che il fondo d’investimento inizia con le pratiche di pignoramento del debitore, riuscendo magari a recuperare 90 Euro. Però ne ha spesi 101 per l’acquisto!
A quel punto, quello che doveva essere un guadagno di 4 Euro è diventato una perdita di 11 Euro.
La banca ha guadagnato 1 Euro con zero rischi.
Il fondo d’investimento sta perdendo 11 Euro… ma chi è il fondo d’investimento, se non il risparmiatore stesso?
Veniamo alla situazione di Milano.
Qui cambia un pò il gioco, perchè lo strumento sono i Debt Default Swap
Milano ha necessità di soldi contanti (diciamo 150 Euro). Può chiedere un mutuo, ma le banche non glielo concedono.
Cosa fa allora? Sottoscrive un derivato!
Vediamo come funziona.
-La banca ha quel famoso mutuo di 100 Euro + 5% di interesse.
-La banca, dice al sindaco di Milano: “Io ti do i 150 Euro che mi chiedevi, ma tu mi devi garantire che indietro mi ridarai 150 Euro più qualsiasi altra somma io sto perdendo sul primo mutuo.”
Caso A: Il mutuo viene pagato regolarmente.
-La banca non ci perde nulla. Ha ricevuto dal debitore 105 Euro.
-Il comune di Milano deve restituire 150 Euro. Praticamente ha ottenuto un finanziamento a tasso zero! Un affarone!
Caso B: Il debitore è insolvente
-La banca sta perdendo soldi sul mutuo… diciamo che riesce a recuperare, con la procedura di pignoramento, 90 Euro.
-Il comune di Milano, che si è impegnato a coprire eventuali ammanchi su quel mutuo, è costretto a ridare indietro i 150 Euro + 15 Euro necessari ad arrivare ai 105 che la banca si aspettava di avere.
Cosa è successo? E’ successo che il comune di Milano si è trovato a pagare 15 Euro di “interessi” che equivalgono più o meno al 10%. Ma il tasso che avrebbe spuntato, se avesse acceso un mutuo, sarebbe stato del 5%, quindi sta pagando il doppio di interessi!
Cosa sarebbe successo se invece di recuperare 90 Euro, la banca ne avesse recuperati solo 30?
Sarebbe successo che Milano avrebbe dovuto pagare 150 Euro + (105 - 30), cioè 150 + 75 Euro!!!
E’ esattamente quello che oggi sta succedendo a Milano!!!
Orzowei
17 ott 2008 - 13:44 - #3Ottimo post @Nicola!
Il problema è che non dovrebbero permettere ad un ente pubblico l’accesso a simili strumenti finanziari… ma stiamo scherzando?
Poi i comuni piangono miseria: che chiedano i soldi a chi li ha consigliati in questo modo…
ulrich
17 ott 2008 - 14:16 - #4Ancora collegio degli avvocati?
Ancora consulenti?
Oh ma quanto ci costano sti derivati: chiudete la posizione e citate in giudizio per danni le banche.
Mo’ sono cavoli della Giunta.
Gabriele02
17 ott 2008 - 14:20 - #5Come sempre si dice “I lettori ne sanno più di te” grande Nicola! Grazie dello spiegone! :-)
double t
17 ott 2008 - 14:33 - #6Ciao a tutti. Sono qui perché Lunedì dovrei trovarmi a Milano per un colloquio di lavoro. La zona è piazza Velasca e vorrei trovare un hotel che si trovi nelle vicinanze. Mi rendo conto che quello che ho scritto è off topic, ma questo è l’unico forum dove le persone mi risponderebbero in tempo reale. Ho urgente necessità che qualcuno mi risponda in quanto sono di Napoli e non sono mai stata a Milano. Grazie in anticipo a chi mi risponderà.
Nicola Ottomano
17 ott 2008 - 14:52 - #7La verità è che le banche sapevano benissimo che gli molti prestiti sarebbero scoppiati ed hanno fatto di tutto per rifilare il rischio a sprovveduti risparmiatori e ai Comuni (che non potranno mai fallire perchè, al massimo, sarà lo Stato a coprire il debito).
Chi va messo in galera sono i dirigenti bancari che hanno immesso queste porcherie sul mercato e i dirigenti comunali che hanno sottoscritto questi prodotti per avere liquidità immediata senza badare al principio di prudenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche (per non dire che qualcuno ci ha mangiato pure).
Nicola
Pie
17 ott 2008 - 14:53 - #8Vorrei aggiungere però a quanto ha detto Nicola, che come al solito, questi strumenti finanziari erano nati con un buon fine in principio (esempio: una copertura di rischi negli scambi internazionali).
Poi la persona umana egoista ha iniziato a intravederci la speculazione e i comuni oggi sono nella cacca.
Maxolo
17 ott 2008 - 20:21 - #9Bella spiegazione Nicola, molto esauriente e vasta, peccato che mi viene solo una risposta molto breve e coincisa, che schifo.
Ho solo una fiducia illusoria, e cioè che le cose si risolveranno al meglio, ad esempio mi piacerebbe vedere un video su Youtube dove il kamikazzo Albertini fa harakiri, sulla sua di panza però.
@double t prova con venere.com