Ieri sera c’era il Premio Cairo, la nona edizione. Il tutto ambientato nel Palazzo della Permanente e finanziato da Urbano Cairo, l’uomo che propina periodici come Diva e Donna e Di Più Tv. Spinto forse dal senso di colpa, si è comprato il Torino e si è dato al mecenatismo nelle belle arti. Eppure, al di là di tutto, la sua storia ci permette di tornare indietro nel tempo. Al 1993. Buona lettura. L’interminabile gallery è un pò ovunque, anche dopo il salto.
Premio Cairo 2008: tutte le foto



Il giorno è il 23 ottobre 1993: i mondiali e i rigori sbagliati di Baggio e Baresi sono ancora di là da venire. Se è per questo è anche di là da venire il partito di plastica, quello nato ad Arcore, quello che avrebbe poi dominato la scena politica italiana per i decenni successivi, grazie alle istrioniche qualità del suo leader piazzista, o piazzista leader, come preferite.
Urbano Cairo al tempo era a capo di Publitalia. Partito come assistente di Silvio Berlusconi, era riuscito, tra il 1993 e il 1994 all’incirca a raddoppiare la raccolta pubblicitaria del gruppo, da 290 miliardi a 490. Il 23 ottobre 1993 le ceneri di Tangentopoli sono ancora roventi, la DC è morta, deve arrivare qualcuno di nuovo
Eccola, l’ “Associazione alla ricerca del buon governo” , nome lungo e ambizioso di quello che viene comunemente chiamato ‘ il partito di Berlusconi’ . Ma guai a definirlo così sui giornali. Perché arrivano subito le smentite di Berlusconi (”un mio partito non è mai esistito e non esiste”) e del professor Giuliano Urbani, che dell’ Associazione è il presidente: “Il fantasioso partito di Berlusconi esiste solo nelle menti di chi ne parla”. Eppure, al di là del gioco sul nome, la passione politica che da mesi coinvolge Berlusconi continua a trovare robuste conferme
Ma Urbano Cairo in tutto questo che cosa c’entra? C’entra parecchio, perchè al tempo è ai vertici di Publitalia, ma ha iniziato quando il Biscione ancora non si allungava su tutta Italia, ma era solo una propaggine di Edilnord
Assistente di Berlusconi come primo impiego, mica male.
“Lui diceva che ero aspirante assistente, tanto per prendermi un po’ per il culo…”.
Chi c’era allora attorno a Berlusconi?
“La mitica Marinella, Dell’Utri, Confalonieri, Ennio Doris, Bernasconi, Carlo Freccero, Foscale, Paolo Berlusconi. È stato un periodo bello, di grande sviluppo. Mi colpiva la naturalezza con cui Berlusconi realizzava cose molto difficili. Ma allo stesso tempo mi deprimeva. Lui a rifare il mondo e io a prendere telefonate. Dopo tre anni mi venne la voglia di provare se ero capace anche io”
Cairo è uno di quelli dell’inner circle berlusconiano che al tempo preferirebbero evitare l’ingresso in politica. Un pò come Confalonieri: non vede il futuro da quelle parti, non ci crede neanche un pò
Confalonieri, si sa, insieme a Gianni Letta e ad Urbano Cairo (responsabile della pubblicità Mondadori) vede come il fumo negli occhi ogni impegno diretto ed esplicito in politica
Fine, la vincitrice del premio Cairo 2008 è Alice Cattaneo.