Affermare che l’esposizione in un museo delle contestazioni del 68′ e del 77′ sia un modo di normalizzare la sovversione rendendone inoffensivo il messaggio può apparire un’affermazione un po’ azzardata, eppure è curioso che sia proprio la Biblioteca di via Senato, il cui emerito presidente è nientedimeno che Marcello Dell’Utri, ad esporre “Passare il Segno – La forma della Contestazione”.
Molti dei documenti presentati (ciclostilati, manifesti, fotografie, libri) sono tratti dalla raccolta stessa del Senatore di Forza Italia, attento collezionista di materiali sulle grandi Utopie del passato, e illustrano molto bene la potenza comunicativa di quegli anni caldi, intrisi di un ideale rivoluzionario e da forze straordinariamente creative, poi, specie per quanto riguarda quelle del 77′, assorbite dal sistema che è riuscito abilmente ad incanalarne le energie a suo favore.
È stata in seguito soprattutto la pubblicità ad usare quel linguaggio. Almeno in sede estetica - e riprendo un’arguta constatazione di Umberto Eco riportata nel retro della brochure - è avvenuta una rivoluzione permanente che non ha trovato spazio in sede sociale. Che la rassegna sia da stimolo ad andarsi a rivedere, almeno su carta, la coloratissima psichedelia di Re Nudo o la sovversione linguistica di A/traverso.
La mostra, inaugurata ieri, è aperta tutti i giorni, escluso il lunedì, fino al 17 gennaio 2009, l’ingresso è libero e consigliato.