Dopo la prima parte del reportage sulla manifestazione del 30 ottobre di Milano offerta stamattina, ecco un’altra infornata di foto dell’enorme corteo che si è tenuto oggi a Milano, così come in molte altre città d’Italia, contro la riforma Gelmini: circa 200.000 persone - secondo gli organizzatori - hanno invaso le strade della nostra città per protestare contro la linea del governo sull’istruzione.
In questa seconda parte troverete molti universitari e molti striscioni (quelli intelligenti così come quelli idioti), un membro della famiglia Moratti (che non sfilava in corteo, ma faceva shopping), e, ampiamente documentato, uno dei peggiori effetti collaterali dei cortei che attraversano il centro di Milano: la lunga striscia di tag e scritte più o meno sensate lasciate su muri e vetrine. Enjoy!
La mastodontica gallery prosegue dopo il salto.
Manifestazione 30 ottobre contro riforma Gelmini: tutte le foto


davide---
30 ott 2008 - 20:44 - #1A prescindere dai commenti divertentissimi di alcuni…vorrei sapere se secondo voi è giusto che il Politecnico, avanguardia in Italia per ingegneria, architettura e design sia costretto a perdere tra i 20 e i 40 milioni di euro (500-1000 euro a testa per studente). Non mi pare che il Politecnico sia proprio un esempio di spreco finanziario, anzi…molte delle sue attività sono finanziate dall’esterno per contenere i costi. E tantomeno al Politecnico esistono le fantomatiche classi con 2-3 studenti, considerando che i corsi sono sempre pieni.
Proust
30 ott 2008 - 21:51 - #2“i tagli sono più irrazionali di √2 è fantastica!”
anche nei cartelli il Poli ha una marcia in più ;-)
VomitusMaximus
30 ott 2008 - 22:02 - #3Solito evento buffonata contro il governo in carica, pilotato dalle sinistre.
Con questa manifestazione non cambierà nulla, di certo questo gli organizzatori lo sanno bene.
I tagli verranno fatti e gli sprechi cesseranno.
I grembiulini torneranno e il voto in condotta anche.
E tutti si dimenticheranno della giornata dello “studente felice”, si di bigiare la sQuola.
valvolin
31 ott 2008 - 00:56 - #4Davide…leggiti questo: http://www.polimi.it/ateneo/nucleo_di_valutazione/file/relazione2003/allegato02a.pdf
Poi riparla….A men fan ridire.
Dal 1997 al 2003 gli studenti son calati del 7%, ma le uscite sono aumentate del 105%.
Infatti, il costo per studente è passato da 3707€ a 7660€.
Ora mi piacerebbe vedere i costi di oggi…..
Famo ridere……………………
VomitusMaximus
31 ott 2008 - 01:14 - #5Inutile spiegare a questi signori la verità, a loro non frega niente vogliono solo fare casino come ordina capo Veltroni, sono dei buƒƒoni.
davide---
31 ott 2008 - 01:42 - #6semplicemente il Politecnico prima era pesantemente in rosso e stava cercando di appianare i conti! 7660€ per studente per delle facoltà come ingegneria design e architettura, mi sembrano una cifra anche bassa, considerando la cronica necessità di laboratori e attrezzature per lo studio e l’apprendimento, ma soprattutto se paragoniamo questi 7mila euro con quelle di altre università come il politecnico di Zurigo, si capisce subito che siamo economici.
davide---
31 ott 2008 - 01:43 - #7e per inciso, la risposta di valvolin è una risposta seria, non attaccare deliberatamente parlando a vanvera senza sentire ragioni.
atropina
31 ott 2008 - 02:02 - #8quelli su chimici e biologi mi hanno fatto spaccare… geniali…
VomitusMaximus
31 ott 2008 - 09:01 - #9Davide sveglia, esci dal loop, senno’ inchiodi il server, i finanziamenti non vengono tagliati, ma si cerca di non sprecarne più, oggi butta male con l’economia, non te ne sei accorto??
M.a.s.
31 ott 2008 - 09:17 - #10Ma cosa vuoi che se ne accorgano…
Runaway
31 ott 2008 - 14:49 - #11A Napoli c’è un serio problema con la rete idrica….un sacco di acqua che passa per le tubature vecchie e marce viene persa…uno spreco enorme di acqua insomma. Il sindaco potrebbe pensare di risolvere il problema sospendendo l’erogazione di acqua…o almeno ridurla…ridurre l’erogazione porta a ridurre lo spreco….vero a metà, perché ridurrebbe anche il servizio stesso.
Fuor di metafora, i tagli di fondi (previsti ad agosto dal DL 112, poi diventato legge 133, quindi il decreto Gelmini non c’entra una mazza), generici (ovvero si dice che si taglia in generale nel testo del DL, non c’è scritto che tagliano gli sprechi, cosa abbastanza impraticabile) prevedono un taglio a crescere per i prossimi 5 anni fino ad arrivare a 400 mln in meno (cifra abbastanza misera se confrontata ai costi benefici di un prestito ponte, ad esempio…ma fondamentale per l’università)….togliendo soldi, come accadrebbe togliendo l’acqua, non si vanno a togliere gli sprechi, ma si toglie a 360°.
Anzi, vi ricordo che siamo in Italia e con rammarico si dovrà constatare che chi mangiava prima sull’istruzione, continuerà a farlo, e chi già prima, seriamente ma onestamente cercava di fare ricerca con pochi spicci, non essendo tra i “furbi”, si vedrà ulteriormente privato di fondi e di fiducia….possibile che aprendo il giornale, ogni maledettissima ricerca scientifica che abbia una qualche importanze e coinvolga menti italiane, venga associata a nomi di facoltà estere?
A chi parla di crisi economica come necessità dei tagli (ovvero il nostro terùnscello povero e con un brutto lavoro, che non ha potuto godere di una buona istruzione e che quindi capisco non arrivi a certe cose), posso dire che tagliare sulla ricerca scientifica, oggi, in occidente, equivale a cercare di curarsi una ferita con dell’acido muriatico. Nei momenti di crisi (finanziaria, oggi come non mai) l’unico impulso di investimento concreto è quello di investire sulla ricerca scientifica per poter continuare a essere competitivi. Non abbiamo più i mezzi produttivi (se non piccole imprese o eccellenze semiartigianali), abbiamo i mezzi intellettuali per creare e per far produrre a terzi (oriente in primis). Investire sull’Alitalia e sul sistema bancario (comica la situazione in cui i governi occidentali liberisti siano dovuti ricorrere a misure di natura comunista, ovvero pesanti interventi statali sul sistema bancario) è denaro morto, gettato. Le speculazioni finanziarie sono guadagni in ottica di breve periodo, che devastano le aziende, creano capitale inesistente e dura finché la bolla scoppia. Investire sull’innovazione, sulla ricerca, sui prodotti sulle eccellenze tecnologiche e creative è un investimento solido e durevole, in ottiche di lungo periodo….certo più difficile riuscire a guardare oltre i 5 anni del proprio governo per pararsi le coscienze…
People, sveglia, il sistema universitario è parte enorme del futuro dell’economia dei paesi occidentali, perderla ora è un suicidio per la già malconcia università….
Se vi dicono che tagliare i costi è per tagliare gli sprechi, sappiate che è una bufala bella e buona, dal momento che il testo legge non prevede assolutamente nulla di mirato allo smantellamento dei meccanismi perversi dell’assegnazione dei fondi…semplicemente, li elimina…