
Si parla tanto in queste ore dello scandalo Oil for Food in cui sarebbe coinvolto Roberto Formigoni. In realtà nessuno capisce mai bene di cosa si tratti. Ce lo spiega perfettamente questa scheda dal sito delle Nazioni Unite, ve la traduco al volo:
Il 14 aprile 1995 il Consiglio di Sicurezza ha approvato la risoluzione 986, denominata programma “Oil for Food”. Il programma intendeva offrire all’Iraq la possibilità di scambiare petrolio con beni alimentari, medicine, e di prima necessità. La risoluzione è intesa come “temporanea misura allo scopo di soddisfare i bisogni umanitari della popolazione irachena”
Uhm, in tutto questo ci si dimentica della Seconda Guerra del Golfo. Oh bè, dettagli. In sintesi però, che c’entra Roberto Formigoni con tutto questo? Come si mischiano CL e le Hummer H2 dell’esercito Usa, Don Giussani e e la Exxon, Kofi Annan - e suo figlio, soprattutto - e la Compagnia delle Opere? Vediamo.
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Sotto l’egida dell’ONU, venne venduto sul mercato mondiale petrolio per più di 130 milioni di dollari. Ufficialmente, circa 90 milioni furono usati per bisogni umanitari, una parte per ricostruire i danni della guerra del golfo, una parte per supportare le operazioni amministrative e operative dell’UN (2.2%), e per finanziare i costi del programma di ispezione per la presenza di armi (0.8%)
In teoria il programma Oil for Food era una buona idea: petrolio in cambio di beni alimentari per una popolazione ridotta maluccio. Peccato che come spesso accade, ci si metta di mezzo l’umana avarizia: ed ecco che le trattative per chi debba fornire il “food” in cambio del prezioso “oil”, si fanno poco chiare. Per primo ne scrive Gatti sul Sole24Ore, il suo pezzo lo trovate in fondo al post. E si scopre che sono oltre 2200 le aziende coinvolte in questo scandalo, di cui oltre un centinaio italiane
Formigoni avrebbe indicato tramite lettera (consultabile a pagina 6 del Rapporto Onu) al numero due iracheno, Tareq Aziz, le società a cui assegnare la fornitura di greggio: una di queste, la Cogep, fa capo ai Catanese. Questa famiglia di imprenditori non è nuova alle cronache giudiziarie (…) Nonostante il passato poco limpido di questa famiglia, Marco Mazzarino De Petro, amico di Formigoni e personaggio chiave nell’organizzazione di queste trattative (e indagato per corruzione internazionale), accompagnò personalmente i dirigenti della società italiana in Iraq per la firma del contratto con il Regime di Saddam
La lettera di cui si parla nel quote qui sopra la trovate in fondo al post. Ed è presa da questo articolo, apparso sul sito dei Ds qualche anno fa, molto ben documentato. Ma perchè si torna a parlare oggi di Oil for Food e Formigoni? Perchè c’è un “pentito”, Fabrizio Loioli, che spiega come andavano le cose. Stante la presunzione d’innocenza, leggete qui sotto, è preso tutto da Affari Italiani che ha riscoperchiato un calderone che se ne stava chiuso da qualche tempo
“Durante la negoziazione mi chiesero quali sarebbero stati i costi per la mia intermediazione, aggiungendo che avevano affrontato gia’ notevoli spese. Precisarono che per aver ottenuto questo quantitativo di petrolio dovevano versare la somma di centomila dollari a Formigoni, che lo aveva fatto loro ottenere, somma da versare non direttamente a lui ma tramite un suo referente. Gli domandai perche’ e mi risposero che era grazie a lui che avevano ottenuto quell’allocazione”
Ora ovviamente Formigoni nega, ci mancherebbe anche altro. E il procedimento giudiziario deve ancora arrivare alla fine, di nuovo. Però è difficile non ripensare al figlio di Kofi Annan: la moglie di Cesare non dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto? Forse anche il figlio. Non era così, e Kojo Annan fu coinvolto nella vicenda Oil for Food, come si legge in questo vecchio pezzo del Sole24Ore
Kojo Annan, figlio del segretario generale dell’Onu Kofi Annan, ha ricevuto oltre 750mila dollari da varie società di trading petrolifero oggi sotto inchiesta per il loro ruolo nello scandalo Oil for food.Da un’indagine condotta dal Sole 24 Ore in collaborazione con il Financial Times, risulta che quei pagamenti sono stati fatti nel corso del 2002 e del 2003 su un conto personale aperto da Kojo Annan nella filiale svizzera della banca britannica Coutts
Ortablog
12 nov 2008 - 23:08 - #1Post molto interessante. Troppo spesso invece si citano notizie senza però corredarle di esaustive spiegazioni.
Maxolo
13 nov 2008 - 09:59 - #2Si vero, bel post, e poi sà molto di intrigo internazionale…. da film! Ma come invece capita nella nostra realtà avremo il presidente che uscirà da questo inghippo con il suo solito sorriso beffardo (e truffaldino), considerando che chi ha avuto la parte del debole in quella guerra ne ha passate di tutti i colori io a formigoni lo metterei in una trincea con una baionetta spuntata a difendere qualche pozzo di petrolio in mezzo al deserto.
Gabriele02
13 nov 2008 - 14:38 - #3Bene, sono felice abbiate apprezzato: è una vicenda poco chiara alla fine e non la si spiega mai bene, e facendo vedere qualche straccio di documento
SauroBaietta
15 nov 2008 - 00:57 - #4Ho letto l’articolo: oggettivamente é un pettegolezzo ed assomiglia tanto a quelli del bacio di Andreotti e del vassoio d’argento di Andreotti. Un pentito dice che e non dà prove ? E poi, ho letto e riletto il Vs. articolo-blog e non ho colto il nesso fra Formigoni ed il figlio di Kofi Annan ? Mah…