Milano ha sempre sostenuto di essere bene o male la metropoli più aperta ed internazionale del paese, facendone spesso un motivo di distinzione rispetto alla rivale Roma: “Milano vicina all’Europa”, come cantava un Lucio Dalla d’annata, che potete riascoltarvi nel video qui sopra
La rivista statunitense Foreign Policy ha recentemente pubblicato il “Global Cities Index 2008″, che classifica 60 città mondiali in base al loro grado di “globalità”: ebbene, farà probabilmente dispiacere a molti scoprire che Milano viene sopravanzata dalla rivale Roma di ben 9 posizioni. Se infatti la città eterna si colloca trentesima, tra Boston e San Paolo, la capitale del Nord Italia raggiunge solo la posizione n°39, stretta tra le ben meno prestigiose Il Cairo e Kuala Lumpur.
Andando a vedere nel dettaglio i dati, si scopre che Milano sopravanza Roma solo per quanto riguarda gli affari, mentre resta indietro per tutti gli altri ambiti considerati: attrazione di capitale umano, scambio di informazioni, livello delle attrazioni culturali di respiro internazionale e (ma questo era prevedibile) livello di influenza politica. Non è la prima volta che questo genere di classifiche bastonano Milano, che quest’anno è già stata proclamata “città più cara della zona euro” e “metropoli in declino” da un campione di grandi imprenditori europei.
Cosa ne pensate, queste statistiche colgono nel segno? Oppure, come dicono i vecchi nei bar, “Milan l’è un gran Milan”, sempre e comunque?
Zak
17 nov 2008 - 13:14 - #1Di sicuro Roma e’ molto lanciata, Milano vive un po’ di rendita, nella sua idea di essere una citta’ di classe, elegante e ricca. Purtroppo i tempi non aiutano, e Milano sta perdendo molta della classe che potrebbe avere.
A mio avviso e’ ancora sopra Roma da questo punto di vista, ma Roma ha il vantaggio che si fa perdonare molte cose, Milano no, deve sudarsi ogni singolo apprezzamento.
Il coatto romano, entro certi limiti, e’ pittoresco; il suo equivalente milanese no.
E’ solo un esempio, ma il fatto e’ sempre questo: Milano si deve guadagnare duramente ogni voto positivo, mentre Roma no.
A Milano ci si viene perche’ e’ un centro di affari (cioe’ in virtu’ del lavoro dei suoi abitanti); se a Roma fossero tutti lavativi (e comunque non lo sono) la citta’ sarebbe comunque una meta per molti.
Il “Roma ladrona” c’entra molto poco, e’ solo un dato di fatto con il quale fare i conti.
Dottor D.
17 nov 2008 - 16:25 - #2Io non sono antiromano. Anzi, a me Roma piace. Ci ho vissuto e ne serbo un bel ricordo. Però, diciamola tutta: è una città cosmopolita quanto Canicattì.
Giu_mila
17 nov 2008 - 22:25 - #3Per Dottor D.
Se parli così è perchè a Roma non ci sei mai stato.
Io sono un milanese che vive nella capitale per motivi di lavoro ormai da 3 anni. E devo ammettere che negli utlimi anni Roma è riuscita a guadagnarsi molte posizioni, tra cui quella di città cosmopolita. Questa ricerca è stata fatta all’estero, quindi il fatto che a Roma ci siano dei “coatti pittoreschi” c’entra molto poco. La verità è che negli ultimi anni, mentre Roma ha saputo fare del business con l’arte, i concerti (come mai i grandi artisti internazionali ignorano Milano?) , nel teatro, nel cinema, nell’editoria (parlo di business, non di divertimenti) Milano si è sempre più chiusa in se stessa. Gli amministratori di Milano e prov ormai li senti solo lamentarsi perchè tutta Italia ce l’ha con Milano , perchè i conti del comune sono in ordine, perchè al nord si lavora (verissimo, ma non solo lì) e questo ha fatto si che l’aria sia diventata irrespirabile. E il declino è inarrestabile.
Dottor D.
17 nov 2008 - 22:58 - #4Io, a dire il vero, a Roma ci ho vissuto un anno e mezzo.
E ribadisco la mia posizione: a Roma non si vive male. Per certi versi si vive meglio che a Milano. Ma la Capitale è tutto tranne che una città cosmopolita.
Il suo grande limite, paradossalmente, è che ha una personalità fortissima, così forte da sovrascrivere qualunque altra cosa: Roma romanizza tutto. Infatti a Roma c’è gente che arriva da ogni parte d’Italia e del mondo, ma non esiste vera varietà: sono tutti assolutamente romanizzati. Aò, annvedi.
Io lavoro a Milano. Tra i miei colleghi d’ufficio i milanesi sono una sparuta minoranza: ci sono sardi, campani, argentini, egiziani. Ognuno è quello che è e nessuno se ne stupisce. A Roma ricordo benissimo che il mio accento del Nord suscitava sistematicamente risate e meraviglia, manco fossi stato un alieno di Saturno.
Tutte le città italiane, inclusa Milano, sono provinciali. Ma alcune lo sono di meno, altre decisamente di più.
P.S.: Giu, mi daresti i numeri del Lotto per la settimana prossima? Dal momento che dici che il (presunto) declino di Milano è inarrestabile, senza se e senza ma, presumo che tu abbia il potere di predire il futuro.
Sara80
18 nov 2008 - 13:53 - #5Ciao a tutti. Io sono milanese ed abito a Milano. Non credo che per cosmopolita si intenda quanti accenti sentiamo parlare in un determinato luogo, ma quanto in realta’ chi viene da fuori sia ben integrato ed accetti la cultura del posto.
Penso sia normale che Roma sia piu’ cosmopolita perche’ innanzitutto ha piu’ del doppio degli abitanti di Milano. Quasi 3 milioni di abitanti vivono a Roma contro 1.2 mln di milano. (non c’e’ paragone).
Mi veniva in mente l’esempio dei musulmani che vivono in Italia. Anche questo e’ emblema di integrazione e apertura di una citta’ alle altre culture e ad essere cosmopolita.
A Roma, ci sono stata qualche sett fa, c’e’ una tra le moschee piu’ belle e piu’ grandi d’Europa, come succede a Parigi, Londra e Berlino.
Noi invece a Milano i musulmani li abbiamo cacciati da viale Jenner e li abbiamo messia pregare all’aperto in un velodromo dismesso. Questo ti pare da grande metropoli europea? Se poi per cosmopolita intendi che ogni sera siamo a prendere l’aperitivo nei locali chic allora si siamo proprio i primi..