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Parrucchieri cinesi a Milano: coiffeur low cost in viale Monza

Pubblicato: 20 nov 2008 da Marta

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Chi può permettersi di lavare e acconciare una testa più o meno sporca a meno di 6 euro? I parrucchieri italiani gettano la spugna e la spazzola davanti ai prezzi stracciati dei nuovi concorrenti cinesi. Lunghi, corti, ricci o lisci oggi tutti i tipi di capelli possono essere lavati e pettinati a basso costo dai numerosi parrucchieri cinesi disseminati per tutta la città e non solo in zona Sarpi.

Dopo le polemiche che hanno coinvolto il settore dell’abbigliamento e quello delle scarpe made in China oggi i tafferugli Cina-Italia riguardano i capelli da lavare e pettinare. Dai cinesi il lavaggio è spesso accompagnato da un dolce massaggio che prevede grattini e schiuma a gogò made in Italy “Usiamo shampoo e balsamo italiani” conferma Justin, un ragazzo cinese di 20 anni che lavora in un negozio in zona viale Monza in via Valdimagna.

L’ultima chance dei parrucchieri italiani è quella di giocare la battaglia sul piano dei prodotti, in tanti dicono infatti che i prodotti utilizzati da questi parrucchieri a basso costo sarebbero niente meno che delle cinesate travasate in confezioni di shampo e balsamo rinomati.

Nel negozio dove lavora Justin lo spazio è piccolissimo ed è forse per questo che sembra incredibilmente movimentato. La clientela è abbastanza variegata: da una parte le signore di una certa età che grazie al basso costo del parrucchiere cinese ritornano a concedersi la piega pre Santa Messa e con soli 12 euro aggiungono anche la manicure e dall’altra, invece, ci sono le giovani ragazze dalle lunghe chiome che con i 6-8 euro della piega (il prezzo dipende dalla lunghezza dei capelli) si sottopongono ad una doppia stiratura, prima col fon poi con la piastra.

Il negozio non esclude nemmeno gli uomini contenti anche loro di risparmiare i soldi per tagliare capelli magari già di per loro radi. In questi posti di Cina c’è tanto, prima tra tutto l’orario di lavoro: il negozio dove lavora Justine è aperto tutti i giorni della settimana dalle 9.00 del mattino alle 21.00 di sera e i lavoranti sono tutti parenti tra loro.

“Lei è mia zia” dice Justin indicando una signora sui trenta e passa anni che sembrerebbe la padrona del locale. “Lui invece è un mio cugino” prosegue indicando una ragazzo di diciassette anni che qui in Italia si fa chiamare Luigi. “Lui non fa i capelli, guarda cosa facciamo per imparare”.

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55 commenti

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  • marver

    11 nov 2010 - 14:44 - #51
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    io sono un ex parrucchiere, mi sono ammalato alle vie respiratorie con i decoloranti e le tinture, ora faccio l’ausiliario della sosta e sono contento che ci siano i cinesi… e ci devono essere anche negli uffici, nei call center, tra gli impiegati e nella pubblica amministrazione, e ogni tanto godo nel multare le BMW e MERCEDES dei cinesi, più multe faccio e più aumenta la mia percentuale,….voi che lavoro fate? XD

  • Profilo di nadia25n

    nadia25n

    18 nov 2010 - 14:02 - #52
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    io ho un negozio di parrucchiera da tre anni e vi assicuro ce con la piega a sei euro avrei chiuso da un po..le spese in un negozio sono tante,certamente non è giusto neanche far pagare una piega 20 euro,io faccio 15 euro tutto compreso…sinceramente all inzio avevo fatto una promozione a 10 euro per far conoscereil negozio,pubblicizzata con tantissimi volantini ma sinceramente di gente non me ne è entata molta..quindi non ho ancora capito cosa vuole la gente sinceramente…adesso tutti vogliono andare dai cinesi perche risparmiano,poi comprono le scarpe da 300 euro…è un controsenso…io dico solo che come in tutti i campi ce chi è onesto e chi se ne approfitta,ci dovebberoessere solo dei limiti come cerano una volta poi la concorrenza è giusto che ci sia…

  • Profilo di discovery72000

    discovery72000

    09 dic 2010 - 21:00 - #53
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    un saluto a tutti,ank’io sono un parrucchiere,un po deluso e amareggiato,dopo la lettura di questo forum.premetto che ogniuno ha la liberta di scegliere dove e come spendere i propri soldi,capisco la necessita in questi periodi di crisi,di affidarsi la dove la convenienza sembra migliore,questo è piu che giustificato,le cose tristi sono molti punti di vista comuni,dove inevitabilmente si percepisce un po di egoismo.dove ogniuno pensa solo a se stesso,senza preoccuparsi di come questa societa sta cambiando inevitabilmente.MI rattrista sentire parrucchieri,che dicono..(certa gente vada pure dai cinesi,non la vorrei nel negozio,)un giorno potreste rimangiarvi le parole,un professionista non fa distinzioni,anzi,dovrebbe essere fiero,che anche la persona con minor possibilita si possa rivolgere a lui,magari con minor frequenza,ma a maggior ragione essere motivato ad offrire offrire un servizio ancor piu buono,la gente è tutta uguale.smettiamola di fermarci all apparenza,e trovo che sia triste anche,dire che sarebbe meglio che tutto fosse gestito da cinesi x spender meno. da un lato trovo che da loro dovremmo prendere esempio,poike son lavoratori instancabili,dall altro c è un grande sfruttamento,gente che lavora in nero ,spesso con materie inadeguate,molte aziende nascono x riciclare denaro sporco..c ‘è ki dice ke loro aumentano la nostra economia…ma quando mai?spesso non hanno permesso di soggiorno,lavorano solo tra parenti e familiari,e mandano ogni provente in cina..son coperti da mafie potentissime,che con queste manovre fanno crescere il loro paese..che è diventato in poki anni la prima potenza economica mondiale..l’italia sta fallendo miseramente,stiam andando incontro ad una recessione incredibile,e la colpa è solo nostra,nostra e dei nostri politici,ma come sempre,a noi piace scrollar le spalle,e pensare di fare l’affare del secolo….facendolo fare agli altri

  • pier franco

    29 dic 2010 - 10:16 - #54
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    in tutta questa discussone manca un riferimento: la concorrenza sul costo del lavoro… la presenza di masse di persone disposte a lavorare senza vincoli di tempo e per quattrosoldi sta riportando l’europa e l’italia in particolare ai secoli indietro. i cinesi fanno i prezzi bassi? e gli altri debbono abbassare di conseguenza. e se devo abbassare dove abbasso prina di tutto sul costo del lavoro.. e allora ecco che aumentano i precari.. il quale precario è contento di spendere meno perchè non ha certezze e le cose continuano sempre più in basso… dietro al nuovo contratto fiat non c’è la stessa logica? e il successo della cina non è legato forse al grosspo sfruttamento della manodopera? sono discorsi arcaici? da rivoluzione industriale? quale è l’orizzonte che abbiao davanti? ecco provate a inserire anche il discorso dei parrucchieri cinesi in quest’ottica e allora i ragionamenti si complicano..

  • robertosystem

    04 mar 2011 - 10:25 - #55
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    Salve a tutti che fine hanno fatto i parrucchieri cinesi?

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