Ci sono molte cose da fare con 2° di temperatura, la domenica mattina del ponte dell’Immacolata. Una di queste è perdersi per Milano a fotografare decine di facciate di palazzi. Riflettendo su quante cose hanno in comune il porfido, le texture degli edifici milanesi e i mandala tibetani. Ah già: e anche le grate e i tombini.
Ripetizione. Si impara ripetendo qualcosa che qualcuno ha già fatto. E’ uno dei meccanismi dell’apprendimento umano, quello dell’imitazione. Le facciate dei palazzi, il disegno del porfido, il pavè, i tombini, le grate, o riviste schiacciate in un’edicola, hanno tutte qualcosa in comune.
Un ricamo, ripetuto come un mandala tibetano. Uno non ci fa mai caso, perchè guarda le cose non nella prospettiva adatta, per caderci in questo genere di cose: ma è così, lo si vede nelle immagini. Ripetizioni ipnotiche, che formano alveari di uffici o abitazioni private.
Texture che si perdono in loro stesse: in facciate che si sciolgono in milioni di mattoni rossi, vetri che si frantumano in decine di finestre, la scomposizione tramite la quale alla fine prendi una parte per tutto. E va detto: hai tutto.
Palazzi che riempiono metà del cielo dove si annidano decine di esseri umani, agenzie di viaggi russe o dirette esclusivamente a Cuba, osceni traffici euroasiatici nascosti in uffici di via Vittor Pisani. E alla fine ti dimentichi che c’erano 2°.
Tim Buckley
07 dic 2008 - 17:51 - #1Bellissime!
davide---
07 dic 2008 - 21:00 - #2belle! peccato per l’obiettivo usato, qual è?
Maxolo da mò
07 dic 2008 - 21:42 - #3Mi piace molto la prima della sequenza, il controluce è uno dei miei generi preferiti.. se poi non sbaglio sullo sfondo si scorge il palazzone verdastro di P.za Repubblica. Gabriele, ma dico io, La D200 è una bella macchinetta, penso però che o sei stato un fotoreporter nella guerra del golfo oppure a casa tua la polvere cresce come i funghi in cantina. Tranquillo però, che se mandi alla Nikon l’obbiettivo per la pulizia non te la cavi con meno di 3/4 settimane di attesa ;p
Gabriele02
07 dic 2008 - 21:42 - #4Eh si, nel senso che è un pò zozzo! Ma lì mi sa che sono storie di sensore…comunque un 18-200
Bramantino
08 dic 2008 - 01:30 - #5W gli Exif… :)
GINO LA BOMBA
08 dic 2008 - 11:31 - #6cmq per fare foto di architettura si dovrebbe almeno usare un obbiettivo che abbia zero distorsione e si devono perlomeno correggere le linee cadenti, queste foto lasciano il tempo che trovano
Nicola Ottomano
08 dic 2008 - 11:42 - #7A me non sembra roba di obiettivo, credo più che si tratti di sensore attaccato dalle muffe o da una colonia di batteri.
Gabriele se vuoi un bel lavoro devi andare dalla Nital, altrimenti prova da qualche bravo fotograforivenditore Nikon e chiedi se è possibile fare un lavoro “casereccio” senza rischiare di rovinare il sensore.
Volendo è possibile prendere una spugnetta a grana finissima e morbida come quelle che usano le donne per il fondotinta (nota x me: ricordarsi di chiedere alla mia ragazza la spugnetta del fondotinta quando finisce) :)
A questo punto vai in modalità pulizia del sensore e, con la spugnetta prova a pulire il filtro low pass con estrema delicatezza. Ti consiglio prima di dare qualche soffiata con la pompetta per togliere la polvere.
Mi raccomando: non mettere in modalità Bulb, perchè il sensore resterebbe alimentato e attirerebbe più polvere per via della carica elettrostatica. Inoltre non usare cotton fioc (potrebbero rigare il filtro).
Su internet trovi tutte le informazioni necessarie alla pulizia del filtro.
Nicola
Gabriele02
08 dic 2008 - 13:00 - #8@Nicola
si, è tutta roba sul sensore, schifo accumulatosi in due anni di togli e metti di obiettivi. Avevo letto una spiegazione di uno che usava dei cotton fioc, ma, come suggerisci anche tu, ho fatto bene a non seguirla. Sono negato per queste attività manuali di precisione in cui si rischia di rovinare roba fragilissima. Poi la pigrizia ha fatto il resto, e mi sono sempre messo a tirare via le “sporcizie dei cieli” con photoshop.Tempo di dare una pulitina, decisamente :D