Parchi milanesi - Il Parco delle Basiliche dopo la grande nevicata

Parco delle Basiliche

Nonostante avessi temporaneamente abbandonato il mio tour per i parchi milanesi in prospettiva di riprenderlo con il ritorno della bella stagione, l'uscita di un tiepido sole e la neve che non si è ancora sciolta mi hanno offerto possibilità di parlare un luogo molto amato dai milanesi accompagnandolo con una galleria di fotografia che ne offre una prospettiva innevata quanto meno insolita.

Sto parlando del Parco delle Basiliche, uno dei luoghi verdi più frequentati del centro cittadino e, per la mia esperienza, anche uno dei meglio curati, sebbene in alcuni periodi la sovrabbondanza di utenti (soprattutto nei weekend) rischi di lasciare evidenti tracce del passaggio anche solo di alcuni maleducati (ma questo è un discorso a parte).

Il Parco si estende per 44000 metri quadrati tra la Basilica di San Lorenzo e la Basilica di Sant'Eustorgio, da questo ovviamente il nome, sviluppandosi parallelamente a Corso di Porta Ticineseed è tagliato a metà altezza da Via Molino delle Armi.
Parco delle Basiliche
Parco delle Basiliche
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Parco delle Basiliche

Il Parco fu progettato nell'anno 1934 dagli architetti Bagatti, Valsecchi e Grandi in seguito alla demolizione di alcuni edifici prossimi alla Basilica di San Lorenzo, solo però nel dopoguerra è stata realizzata l'area verde come la sconosciamo. Oggi il parco è usato spesso per fare jogging, per portare a spasso nelle varie aree attrezzate cani e bambini (ciascuno con il proprio recinto) e in ora di pausa pranzo nelle belle giornate estive è facile che si trasformi in un'area dove consumare un panino e godere qualche minuto di sole prima di tornare in ufficio.

Alessandro Manzoni nella Storia della Colonna Infame ha rievocato la storia secentesca dell'untore Gian Giacomo Mora arso in quella che oggi è Piazza Vetra, raccontando come l'area retrostante la Basilica di San Lorenzo fosse una depressione naturale del terreno solcata dalle acque di un fosso maleodorante in cui le diverse botteghe di conciatori (i cosidetti Vetraschi)riversavano i loro scarichi. La storia di Piazza Vetra è tradizionalmente intrisa di roghi e impiccagioni. Dove oggi sorge la statua dedicata a San Lazzaro (vedi foto 5) un tempo vi era la forca cittadina.

Parco delle Basiliche
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