Vivo a Islam-city e non lo sapevo

lega immigratiDavvero, faccio molta fatica a linkare questo articolo della Padania, zeppo di luoghi comuni, privo di fonti, riferimenti, dati che si possano verificare. Un'invettiva contro gli immigrati travestita da articolo di cronaca.

Tema: gli islamici hanno invaso Milano. Svolgimento: Milano - in particolare via Padova e viale Monza, è invasa dagli islamici. Tutto qui.

«Macchè integrazione! Non è possibile integrarsi con gli extracomunitari, specie con i musulmani, sono un pianeta a parte». Dichiara il proprietario di un bar tabacchi della zona di viale Monza-Padova che chiede di non essere menzionato per paura di qualche ritorsione. «Ogni giorno, venendo a lavorare, trovo un negozio nuovo che prima non c’era. È impressionante la velocità con cui sorgono: - continua il tabaccaio - si tratta quasi sempre di internet phone center, o di macellerie, o di supermercati o fast food, tutti per cittadini extracomunitari principalmente di religione musulmana, e questa zona della città diventa sempre più invivibile, ma soparattutto irriconoscibile... a volte sembra di non essere a Milano, in Italia, ma in un paese arabo. E non mi parli di integrazione, non ci provi nemmeno».

Il meglio, però, è qui

A testimonianza della impossibilità di integrazione tra milanesi e extracomunitari è delle ultime settimane la novità che anche gli islamici adottano strategie di marketing per incrementare la loro presenza e il business dedicato a loro stessi: è nato il concorrente di McDonald’s ma in versione islamica. Si tratta di una nuova catena di fast food che sta invadendo la metropoli e che, a pioggia, raggiungerà anche tutto il Paese.
La veste pubblicitaria e la concezione del fast food è simile, sia nel marketing che nella proposta, a quella americana: naturalmente i cibi sono diversi, tutta cucina mediorientale e nordafricana. Viene da chiedersi però come mai il tanto discusso fast food made in Usa, più volte additato dai musulmani, e da tutti i comunisti che si rispettino, come simbolo dell’Occidente consumista e infedele, che con le sue catene alimentari portava onta e disonore, sia stato di fatto “clonato” in versione islam.

Non c'è un nome, un indirizzo, un riferimento. Qual è questa catena? Come si chiama? Dove si trova? Il cronista della Padania ci è andato? Ha mangiato lì? E che cosa ha visto: terroristi, bombaroli, uomini neri?

A parte postulati quanto meno dubbi, (L’integrazione di questi cittadini extracomunitari con gli italiani è davvero impossibile e non è prevedibile nemmeno in futuro, in quanto non esiste il punto di incontro tra le culture cattolico-islamica... Sì, come no; vallo a dire a donne e omosessuali), si ride di gusto sul quadretto notturno:

Di notte la situazione è ancora più invivibile e insopportabile. Se qualcuno poteva ancora sperare di trovare un punto di incontro tra cittadini Italiani ed extracomunitari, con il calare delle tenebre perde ogni speranza...
Ci sono testimonianze agghiaccianti rilasciate da cittadini residenti in via Padova, e questa è probabilmente la più significativa: «Abito in questa zona da parecchio tempo ma negli ultimi mesi la situazione è degenerata al punto che sto cercando di cambiare casa. Quando torno a casa la sera, e a volte faccio tardi per lavoro, - dichiara Paolo P. di Milano - dopo aver parcheggiato la macchina vengo avvicinato da extracomunitari che, senza nemmeno celarsi dietro qualche stratagemma e senza minimamente preoccuparsi di chi io possa essere, mi offrono droga di tutti i tipi. È inconcepibile e mi chiedo: ma è mai possibile che polizia e carabinieri non vedano quanto accade? Lo vedono e non possono farci nulla? È profondamente ingiusto quello che sta accadendo e qualcuno dovrebbe intervenire».

Temevo che il tipo venisse aggredito, minacciato, taglieggiato. Gli offrono la droga? E lui rifiuti, che problema c'è?

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