Saldi - Vetrine illegali e multe salatissime

Vetrine dei saldi

Che i saldi fossero un potenziale rischio di fregature lo hanno sempre detto tutti, non c'è un telegiornale che all'inizio del periodo dei ribassi non abbia fatto un servizio vademecum su come evitare bidoni dietro la promessa di prezzi eccezionali.

La fregatura questa volta arriva direttamente ai negozianti sotto forma di contravvenzione. A quanto pare sembra siano centinaia le multe recapitate a punti vendita di ogni tipo per via di cartelli, insegne e scritte esposte in vetrina che secondo una vecchia normativa sarebbero illegali. La legge in questione sarebbe l'articolo 17 commi 1 e 1bis e del Decreto Legislativo 507 del 1993 ovvero la revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicita' e del diritto sulle pubbliche affissioni.

Per non sapere ne' leggere ne' scrivere dovrebbe significare che la pubblicita' esterna e le pubbliche affissioni sono soggette, secondo le disposizioni degli articoli seguenti, rispettivamente ad una imposta ovvero ad un diritto a favore del comune nel cui territorio sono effettuate. In pratica se io scrivo "Saldi -30%" sulla vetrina si tratterebbe di una pubblicità e se non pago una tassa, ricevo una multa compresa tra i 3ooo e i 4000 euro.

Secondo quello che si legge sulla free press City, a Palazzo Marino, c’è addirittura chi ha preso le distanze, come l’assessore al Commercio Giovanni Terzi e quello al Decoro Urbano Maurizio Cadeo. “Sono provvedimenti offensivi, risarciremo le vittime”, ha detto Terzi. Come se non bastasse, le multe non sarebbero state inviate direttamente dal Comune ma da una società esterna incaricata del compito. Sono in molti a chiedere chiarezza.

Per informazioni, è stato attivato il n° verde 800.775,000, attivo dalle 9 alle 17.30.

Foto | Lowcost

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