Conchetta: si ripristina la legalità si tolgono spazi



Dopo il mini corteo in Piazza XXV maggio i sostenitori sono tornati davanti al Centro Sociale sgomberato. Un centinaio di persone accorse per dare un ultimo saluto a quello che dal 1989 era un'istituzione della contro-cultura milanese. Al momento la polizia era impegnata a sgomberare i locali della libreria. Tutto il materiale, pare, verrà restituito.

Da frequentatore voglio spendere due parole sul Cox 18. Nel suo cortile sono passati icone della controcultura come Hakim Bey e Bruce Sterling, si sono fatte mostre (indimenticabile quella al Prof Bad Trip), dibattiti e organizzato proiezioni, concerti e dj set. Per molto tempo il centro è stato il luogo di aggregazione preferito di moltissime persone, anche non legate politicamente con il centro. E poi la libreria Calusca, un serbatoio di cultura non allineata, fondata e diretta da Primo Moroni esponente di spicco della sinistra milanese. Proprio qui si era iniziato un importante lavoro di archivio e documentazione di materiali degli anni settanta che riguardava proprio la città e suoi movimenti.

Mi chiedo se sia giusto cancellare in un colpo un pezzo di storia milanese. Erano occupanti, ok, ma non si poteva mediare, contemplare una formula di comodato d'uso? Quell'area dove c'è il Conchetta faceva gola da tempo al Comune. Per farne cosa? Per abbatterla e costruirci? E' davvero giusto schiacciare la cultura non allineata con la forza? Non si spinge in questo modo allo scontro? A tutte queste domande un'unica risposta pare plausibile: i moti di dissenso devono essere repressi. La cultura deve essere allineata e decisa dalle istituzioni. "Nessuno spazio a chi non rispetta la legge", parole di DeCorato che giusto ieri ha chiesto (e ottenuto evidentemente) al ministro Maroni "un intervento urgente per lo sgombero delle strutture occupate".

Un presidio di protesta è previsto dalle 15.30 davanti a Palazzo Marino.

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