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Archivio Primo Moroni: la Moratti si attiva con Finazzer Flory per "rilevare" l'archivio

Pubblicato: 27 gen 2009 da Trab

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moroni

L’archivio Moroni “è un patrimonio storico della città, lavoreremo per tenerlo in vita”. Lo ha detto ieri il sindaco Moratti. Sono migliaia di volumi, volantini e documenti sulla storia dei movimenti operai, giovanili e studenteschi sequestrati dalla libreria Calusca del Cox 18. Ieri l’assessore Massimiliano Finazzer Flory ha detto di voler collocare i libri in spazi comunali e di voler aprire un contatto coi rappresentanti del Cox 18, o con i familiari di Moroni, non si capisce bene (dopo le dichiarazioni dei rappresentanti di AN). Il fatto che la figlia di Moroni, Maysa, abbia firmato una lettera aperta al Sindaco con Dario Fo, Franca Rame, Paolo Rossi e Bebo Storti, la lega indissolubilmente al Centro sociale.

Ma cos’è davvero l’archivio Primo Moroni? Chi ha avuto la possibilità di consultarlo (come il sottoscritto) lo sa bene. E’ un pozzo infinito dal quale attingere per capire i movimenti di lotta e controcultura che si sono succeduti dagli anni ‘70 ad oggi: femminismo, movimenti operai, resistenza, anarchismo, critica della scienza e antiproibizionismo.

Si tratta di libri (in particolare su tematiche socio-economiche, storiche, politico-filosofiche, legate ai conflitti nelle società contemporanee, con specifica attenzione agli anni Sessanta-Settanta), riviste (soprattutto politico-culturali, scienze sociali, arti visive, controculture, fanzine storiche del ‘77, voci del movimento di liberazione omosessuale e quelle del movimento femminista, il punk e il cyberpunk), documenti (volantini, rapporti di comitati, atti e materiali di convegni e riviste, prodotti da collettivi di varia natura nell’ambito di campagne politiche, manoscritti e dattiloscritti e corrispondenza).

Sul sito dedicato a Moroni e all’archivio ci trovate la storia di Primo, un intreccio di lotta, scontri, rivendicazioni e la voglia di salvaguardare la memoria di un movimento che, al di la delle implicazioni politiche, rappresenta un pezzo di storia italiana. Sulla necessità di produrre e mantenere la memoria della contro-cultura vi rimando al bel post di Gabriele.

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3 commenti

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  • Maxolo da mò

    27 gen 2009 - 15:04 - #1
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    Chissà se c’è anche qualche buon libro di grammatica per il fantavicesindaco o se magari aggiungeranno una biografia a lui dedicata, un buon titolo potrebbe essere: “come ti sdronco la biega e ingolta gioventù senza mango lo parlo italgiano” Salviamo i libri si, tanto erano i dissidenti quelli da disperdere. Non è questa l’uguaglianza che meritiamo, qui si arriva solo alla tristezza e squallore….

  • danie

    27 gen 2009 - 17:13 - #2
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    Ho conosciuto Primo Moroni da ragazzina,quando aveva la calusca in piazza s.eustorgio e nonostante fosse un uomo di grande cultura,era molto semplice e accoglieva chiunque nel suo negozietto,dove io andavo per le fanzines di varie provenienze.Metteva i giovani a proprio agio e rispettava tutti,sempre con il suo sorriso garbato.Ecco,se la moratti e de corato l’avessero conosciuto,non si sarebbero mai permessi di agire in questo modo

  • Gattopazzo

    28 gen 2009 - 15:46 - #3
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    Per cui dopo lo sgombero di un posto si riconosce il valore culturale di quello che vi si faceva..

    Ottimo, come al solito una mano spinge e l’altra tira…