Lo sportello assistenza clienti della Stazione Centrale: un bluff di Trenitalia?


Permettetemi per una volta di partire da un'esperienza personale per raccontarvi questa vicenda di ordinaria cattiva amministrazione: il 13 dicembre scorso mi reco alla Stazione Centrale per documentare per 02blog l'inaugurazione della TAV Milano-Bologna e delle parti rinnovate della stazione. Già che ci sono, ne approfitto per presentare la mia richiesta per un bonus ritardo per un treno di qualche giorno prima.

Mi reco dunque allo sportello Assistenza Clienti, e rimango positivamente colpito: si tratta infatti di un cubo di vetro vicino ai binari, pulito, accogliente, con un banco ad altezza gomiti e una nutrita schiera di dipendenti che riescono a smaltire con velocità e gentilezza la piccola folla in cerca di informazioni.

Qualche giorno fa però, poco più di un mese dopo, torno in Centrale per verificare che cosa ne è del mio rimborso, di cui non ho più avuto notizie, e mi aspetta un'altra sorpresa: il nuovo ufficio Assistenza Clienti è stato chiuso e trasferito pochi metri a fianco, in una vecchia e polverosa stanza dell'ala Est della stazione, come potete vedere dalle foto qua sotto.

L\'ufficio Assistenza Clienti della Stazione Centrale di Milano
L'ufficio Assistenza Clienti della Stazione Centrale di Milano L'ufficio Assistenza Clienti della Stazione Centrale di Milano L'ufficio Assistenza Clienti della Stazione Centrale di Milano

L'impressione questa volta è pessima: solo due impiegati, clienti costretti a compilare le proprie richieste in ginocchio su tavoli bassissimi e senza sedie, e ad aspettare in coda fuori dall'ufficio, davanti ad una porta a fotocellula che - ovviamente- continua a chiudersi e aprirsi.

Ci sono molte spiegazioni possibili per questo trasferimento di uffici, e chissà che Trenitalia non voglia utilizzare lo spazio commenti di questo post per fornircele, visto che in loco manca qualsiasi avviso alla clientela chiarificatore. In sua assenza infatti la vicenda ci dà una sgradevole impressione: quella che Trenitalia - così come Milano - sia molto brava a farsi bella per i grandi avvenimenti, ma che si tratti spesso solo di interventi cosmetici, di mezzi bluff.

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