Guerra al Kebab anche a Milano?

Kebab

Milano, quando si tratta di organizzare una cena al ristorante, è realmente una città multietnica. Sarà che i locali italiani spesso hanno prezzi proibitivi, sarà che la moda del cibo etnico, dal sushi all'eritreo, ha contagiato un pò tutti, ma ovunque esiste la possibilità di scegliere un menù globale.

Solo venti giorni fa la notizia che la città di Lucca ha imposto un divieto nella zona del centro ai ristoranti «di etnia diversa», dichiarando guerra a kebab e cous cous. Razzismo gastronomico, urla indignato qualcuno, valorizzazione delle proprie origini culturali sostiene qualcun altro, la questione è ancora aperta. Poi è stato la volta di Bergamo Alta. Appare però ulteriormente sconcertante apprendere che una proposta analoga è stata avviata anche per Milano.

Il consigliere Pdl Carlo Saffioti, presidente della IV Commissione attività Produttive ha infatti proposto, con l'appoggio della Lega, una regolamentazione in proposito sottolineando che non si tratta di una deliberata guerra a kebab, in quanto il regolamento sarebbe allargato a molte tipologie di attività, comprese pasticcerie,
gelaterie, yogurterie, rosticcerie, piadinerie, pizzerie da asporto e gastronomie. Un altro discorso sarebbe regolamentarne meglio gli orari...

La Lega gongola e rilancia sull'incompatibilità degli esercizi commerciali, come il kebab, nei centri storici. Motivo? I kebabbari farebbero concorrenza sleale perchè aperti un pò a tutte le ore e poi ovviamente c'è anche il problema della sicurezza? Ma non basterebbero tanti soldati quanti sono i kebab?

Foto | Flickr

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