Renzo Bossi - Politica, nepotismo e la solita Italietta

RenzoI cugini di Polisblog ci segnalano un piccolo fatto, che poi tanto piccolo non è, che contribuisce una volta in più a dare motivi a chi detesta la classe politica di quest'Italietta che è capace solo di fare i conti nelle proprie tasche, mentre di quello che è il bene comune non interessa a nessuno.

La notizia è che Renzo Bossi, personaggio salito alle conache per tre motivi, per essere il figlio d’arte di Umberto, per essere stato respinto plurime volte all'esame di maturità e per essere stato un possibile candidato di non so più quale reality show televisivi, è stato nominato nel consiglio di direzione dell’ “Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo”. Ente che con l'approssimarsi dell'Expo 2015 assumerà ovviamente una certa rilevanza.

Come ci spiegano su Polisblog, che in materia capiscono meglio di noi, si tratta di un ente costituito in questi giorni su iniziativa della Lega Nord, con lo scopo di “costituire uno strumento esterno, indipendente, al servizio delle piccole e medie imprese, con il compito di raccogliere le valutazioni degli espositori e le eventuali segnalazioni di anomalie riscontrate nel sistema fieristico regionale”.

In un paese come il nostro per presiedere un ente come questo, non è necessario avere un titolo di studio superiore alla terza media: basta essere figli di un politico di importante. Non che sia una novità: lo sappiamo tutti da tempo. Tuttavia è stupefacente constatare come la Lega Nord, che spesso si presenta come “anti-sistema”, non sfugga assolutamente a questa logica perversa e familista.

Si è fatto un gran parlare in questi mesi della “fine della diversità” della sinistra per quanto riguarda la “questione morale”. Forse - non foss’altro che per onestà intellettuale - sarebbe il caso di cominciare ad aprire un dibattito del genere sulla Lega Nord.

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