Sicurezza - Stupro di gruppo sui vagoni del Passante

Passante

Un nuovo fatto di cronaca getta l'allarme sicurezza, questa volta sui vagoni del Passante ferroviario. Sul tratto che collega la stazione milanese di Certosa con Vittuone, una donna di origini sudamericane è stata violentata da un gruppo di quattro uomini che, secondo la prima ricostruzione, parlavano in una lingua araba.

La donna, tornando dal lavoro, si sarebbe addormentata sul vagone per svegliarsi con un coltello puntato alla gola. Due uomini avrebbero abusato di lei, mentre gli altri due controllavano il vagone. La violenza è proseguita fino alla stazione di Rho.

Sconcerta il fatto che nessuno si sia reso conto di nulla, ma spiazza anche pensare che il fatto è emerso solo per un caso fortuito. La donna si sarebbe ricomposta per tornare a casa, lavandosi via le tracce della violenza. Solo il giorno successivo in orario di lavoro uno svenimento ha messo in allarme i suoi colleghi e la donna ha riconosciuto la violenza subita. Ora però le prove sono compromesse e difficile sarà il riconoscimento dei responsabili, diversa sarebbe stata una denuncia immediata.

Ovviamente l'episodio sale agli "onori" della cronaca per questioni legate all'etnia del branco e al luogo dove si è verificato il fatto (che forse dovrebbe garantire un minimo in più di sicurezza ai suoi clienti), ma dalla Clinica Mangiagalli il grido di denuncia è che a Milano la violenza sessuale, sarebbero oltre 25 i casi di violenza sessuale registrati solo dal Soccorso violenze sessuali, dall'inizio dell'anno. Molti dei quali avvengono nelle mura di casa e, quelle denunciate, sono solo una piccola parte di ciò che viene nascosto, come (forse) sperava di fare la signora sudamericana. Non si può tacere su certe violenze.

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